Imola. L'autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, e la società che lo gestisce Formula Imola, vogliono restare in corsa per cercare di portare un Gran premio sul circuito del Santerno a partire dal 2017, specialmente se si confermeranno a breve le difficoltà finanziarie di Monza.

Due politici che fino a poco tempo fa urlavano contro Daniele Manca sulla gestione autodromo ora si ritrovano su posizioni opposte: uno, il capogruppo di Forza Italia Simone Carapia continua ad attaccare il sindaco, l'altro, Andrea Zucchini che si è dimesso da consigliere comunale, fa da grancassa al sindaco.

Per Carapia “le ultime esternazioni caustiche rilasciate dal presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense fanno pensare che la guerra voluta a tutti i costi contro Monza pare persa, però ritengo importante fare alcune considerazioni. L'autodromo di Imola voleva essere l'alternanza al circuito di Monza, invece ha scelto la strada della furbizia e della guerra contro la città brianzola e l'Aci nazionale, infatti, a tutti è sembrato il comportamento del sindaco di Imola e del presidente di Formula Imola simile a un pachiderma in cristalleria. Monza ha reagito e non ha porto l'altra guancia e ha accusato Manca di aver agito scorrettamente e gli eventuali accordi verbali erano solo parole al vento Se l'autodromo di Imola è stato rinnovato e parzialmente rilanciato, lo dobbiamo solo al governo Berlusconi che nel passato ha elargito 10 milioni di euro, mentre il governo Renzi fa solo chiacchiere e se ne infischia di Imola. Il grido di lamento del presidente Estense è rivolto al Governo? Non potevano intercedere il sindaco e l'on. Daniele Montroni entrambi del partito del premier ovvero il Pd? Sarebbe bellissimo riavere la Formula 1 a Imola, ma gli errori commessi sul Santerno sono stati tanti”.

Miele e zucchero invece, nemmeno due ore dopo, da Zucchini per Selvatico Estense e Manca: “Durante la mia lunga attività politica mi sono sempre posto come rappresentante dei cittadini e quindi controllore delle attività gestionali e amministrative dell'autodromo che avevano il solo fine di portare la gestione della perla della nostra Città ai massimi livelli auspicando il ritorno della Moto Gp, dell'Heineken Jammin' Festival e della Formula 1. A tal proposito avevo convocato un tavolo permanente di imprenditori e professionisti pronti a sostenere economicamente e con le loro competenze il ritorno del Circus a Imola. Progetto sostenuto sin dal primo momento dalla società Formula Imola nella persona di Uberto Selvatico Estense. Il resto è storia: la dirigenza del nostro autodromo si è candidata ufficialmente ad ospitare il Gp d'Italia con tanto di proposta firmata, cosa che da parte di Monza a pochi giorni dalla decisione finale ancora manca. Oggi rimango basito dall'atteggiamento dei dirigenti dell'autodromo di Monza in accordo con l'Aci che difendono a spada tratta il loro orticello senza guardare oltre la siepe ovvero all'interessa nazionale. Pur non capendo le vere motivazioni di questo tifo dell'Automobile club italiano nei confronti del circuito lombardo, come se i cittadini di Imola fossero di serie B rispetto a quelli brianzoli, desta ancora più stupore il silenzio del governo e dell'Antitrust. Perché i fondi pubblici messi a disposizione dalla legge di stabilità non possono essere destinati all'Enzo e Dino Ferrari che, rispetto alla Sias (società di gestione dell'impianto di Monza), ha finalmente i conti in ordine? Inoltre se la legge venisse effettivamente male interpretata come chiedono i sostenitori di Monza e i soldi vincolati alla competizione in suolo lombardo si configurerebbe un aiuto di Stato in forma specifica e quei soldi sarebbero successivamente revocati dalla Comunità Europea, sicuramente perdendo definitivamente ogni credibilità e possibilità per l'Italia. Per quale motivo il Governo italiano e l'Antitrust non dicono chiaramente che l'operazione proposta dal governatore della Lombardia Roberto Maroni, ovvero mettere 5 milioni di euro di soldi pubblici e 70 in altri dieci anni nella Sias, è contrario alla legge Madia oltre che ad essere un pessimo investimento?”

Zucchini in avvicinamento alla maggioranza di centrosinistra negli ultimi mesi non è una novità, né lo sono le critiche di Carapia. Pare di capire che ci sia in atto una “guerra” di posizione sui mass-media in attesa di capire se Monza riuscirà effettivamente a mettere sul tavolo i dollari che Bernie Ecclestone chiede per il rinnovo del contratto. Il resto sono chiacchiere. Aspettiamo qualche settimana e sapremo.

(m.m.)