Bologna. I protestanti? Roba da libro di storia. Non è proprio così e ce lo dimostra il nostro interlocutore, che presenta l'esperienza metodista e valdese.

Voi ricordate sempre che i soldi dell'8 per mille servono per finanziare le opere sociali e non per il sostegno al culto, anche la chiesa cattolica lancia un messaggio simile: dove sta la differenza?

 “Secondo la nostra idea di chiesa, le spese relative al culto non devono essere sostenute dallo Stato ma dall'autofinanziamento dei credenti. Per questo non utilizziamo i fondi dell'8 per mille per il mantenimento dei pastori o per altre finalità ecclesiastiche (per cui i membri di chiesa raccolgono sistematicamente la propria contribuzione), ma li dedichiamo interamente a opere sociali e iniziative culturali “laiche”, di cui diamo annualmente una rendicontazione pubblica.

E' il caso del progetto “Mediterranean hope” (http://www.mediterraneanhope.com/) e, al suo interno,dell'operazione “corridoi umanitari” (http://www.fedevangelica.it/index.php/it/corridoi-umanitari), iniziative dedicate al tema dell'immigrazione, centrale nell'impegno delle nostre chiese a livello nazionale.

A Bologna 16 anni fa abbiamo promosso una scuola di italiano per stranieri, gratuita per gli studenti e per gli insegnanti (nel senso che i primi non pagano e i secondi non sono pagati); quando siamo partiti eravamo 5 insegnanti e una ventina di studenti; quest'anno gli insegnanti sono più di 70 e la scuola ha accolto più di 600 persone provenienti dall'Africa, dall'Asia, dall'Europa dell'Est (https://sites.google.com/site/bypiedimarinagherardi/home ; https://www.facebook.com/By-piedi-137286136505/?fref=ts ). La chiesa di Bologna ha anche un “servizio di ascolto” che si occupa della regolarizzazione dei documenti, della ricerca di lavoro e di casa, del sostegno alla scuola e allo studio, dell'ospitalità a persone con problemi abitativi (http://www.metodistibologna.it/diaconia/ ) .  Queste iniziative locali sono sostenute in parte dai fondi otto per mille, in parte dall'autofinanziamento dei membri di chiesa; quest'anno la scuola di italiano ha ricevuto un finanziamento dalla Fondazione del Monte.

La Chiesa cattolica ha una concezione  del proprio rapporto con lo Stato diversa dalla nostra. Per questo dedica circa il 75 % dell'otto per mille al mantenimento del clero e delle strutture ecclesiastiche e circa il 25% a opere caritative.”

 

Come è organizzata la Chiesa metodista valdese?

“Valdesi e metodisti sono cristiani che appartengono alla famiglia delle chiese nate dalla Riforma del XVI secolo. Il movimento valdese è presente in Italia sin dal Medioevo ed ha vissuto nelle valli del Piemonte occidentale fino al 1848. Solo a quella data i valdesi hanno ottenuto la libertà di esprimere la loro fede senza incorrere in persecuzioni. I metodisti, chiesa sorta in Inghilterra nel XVIII secolo con larga diffusione nel mondo, sono presenti in Italia dall'Ottocento. Le due chiese hanno stipulato nel 1975 un Patto di integrazione, dando vita ad una “Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi”. Le chiese valdesi e metodiste lavorano in stretta collaborazione con le altre chiese evangeliche nel quadro della Federazione della Chiese evangeliche in Italia (FCEI) e mantengono relazioni molto strette con le chiese protestanti nel mondo anche attraverso istituzioni ecumeniche (CEC).

Una differenza fondamentale rispetto al cattolicesimo è costituita dal “sacerdozio universale”: tutti i credenti sono ugualmente sacerdoti; i pastori non possiedono il “monopolio del sacro”, come i preti cattolici, ma sono comuni credenti che si dedicano anche professionalmente alla cura delle comunità. La struttura della chiesa è democratica, fondata su una gerarchia di assemblee elettive: dal consiglio di chiesa, eletto dall'assemblea dei membri di chiesa, che governa la comunità  locale,  al Sinodo,  “'assemblea generale che esprime l'unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell'obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo” (http://www.chiesavaldese.org/aria_cms.php?page=63) . “La massima autorità umana”: questo significa che la chiesa è un'associazione di esseri umani liberi e uguali, che cercano di fare del proprio meglio per praticare la loro fede, ma non si ritengono né infallibili né detentori di una verità assoluta.”

 

Abbiamo cominciato parlando di nuova presenza della chiesa nella vita politica e sociale della città, il, vescovo era in piazza per il primo maggio, come giudicate questo comportamento?

 “Considero il vescovo Zuppi un caro fratello nella fede, e mi sento molto vicino alle sue parole e ai suoi gesti concreti a favore dei poveri e degli ultimi. Non ho apprezzato però la sua presenza sul palco del primo maggio, che è una festa laica, di tutti i lavoratori, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti. A mio parere, se il vescovo voleva significare la sua vicinanza ai lavoratori, poteva partecipare alla manifestazione in piazza, in mezzo alla gente comune. La sua presenza sul palco delle autorità gli ha conferito un ruolo che a mio avviso non gli compete. Anche in altre occasioni il vescovo si è trovato ad occupare posizioni di rappresentanza che sarebbero più congruamente spettate al sindaco o a un'altra autorità istituzionale laica.   L'ordinamento concordatario vigente nel nostro paese determina di per sé un oggettiva condizione di privilegio della chiesa cattolica nei confronti delle altre confessioni religiose e visioni del mondo (dall'insegnamento della religione cattolica nelle scuole alle esenzioni fiscali ecc.); per questo credo che bisognerebbe saper distinguere fra gli spazi che appartengono a tutti e gli spazi propri di una specifica confessione religiosa, per quanto maggioritaria.  A volte sembra che, inconsapevolmente, tanto i “laici” quanto i “cattolici” siano ancora legati all'antico concetto di religione di Stato.”

 

(m.z.)