Mi trovo nella verde e piovosa inghilterra nei pressi di Londra. Brexit titola su tutti I giornali. In generale la stampa popolare, Dayly express, daily mail e' per uscire salvo l'unica testata non a destra, la stampa di qualita', salvo il tradizionalista Daily Telegraph, e' per restare. Il Times di Murdoch e' indeciso. Fra la gente le persone mature e quelle a basso reddito sono per l'uscita, dicono basta alle imposizioni burocratiche di Bruxelles (non vogliono perdere l'indipendenza, si vedono sulle auto bandierine con la croce rossa su campo bianco: la bandiera inglese) e sono impaurite da prospettive di ondate di migranti e di turchi con il visto per la Germania. I giovani, cittadini del mondo, sono per restare ma la percentuale di giovani che va a votare e' solo attorno al 40%. Poi ci sono I giovani polacchi francesi spagnoli greci e italiani ( questi attorno ai 600.000) che sono arrivati qui negli ultimi anni e che, ad ogni buon conto, stanno facendo domanda di cittadinanza.

 Il parallelo che vedo con le amministrative in Italia e' che la discussione viene offerta a persone con scarse conoscenze politiche ( le conseguenze anche economiche della scelta sono cosi' complicate da non essere prevedibili sul lungo periodo) non per comunicare un discorso che chiarisca I termini del discorso educando al dibattito , al contrario la comunicazione ha la forma di una campagna pubblicitaria con sfumature minacciose (badate che altrimenti…) che appaiono piu' irritanti che convincenti. Le grandi multinazionali sono per restare le piccole e medie imprese tenderebbero ad andare anche se meta' delle esportazioni vanno nella Comunita' europea. Vi e' la convinzione-infondata come fa gentilmente capire Der Spiegel – che si possa addivenire ad accordi con la EU come la Norvegia e la Svizzera.

In caso di uscita dall'Europa Cameron si dimetterebbe e potrebbero esserci elezioni politiche. I laburisti con Corbyn sono entrati nella mischia, in apparenza per restare. Corbyn che in passato non era favorevole a restare argomenta che essere nell'unione impedisce ai conservatori di minare I diritti dei lavoratori. Questo però presta il fianco alla visione di Bruxelles come gabbia di ferro burocratica. Vi sono analisi precise nei giornali sulle possibili conseguenze economiche per la G B di un'uscita e sul rischio di contagio su paesi che essi sentono vicini: il Belgio l'Olanda e la Polonia.
Secondo me tuttavia le radici del voto Brexit sono tematiche identitarie e nostalgia di una societa' solidale e coesa, di quel bel tempo antico che non tornera', unitamente ad esasperazione che non trova voce in nessuna formazione politica per la popolazione esclusa dal bengodi della finanza ( anche sotterranea) che rallegra London e le home counties del Sud. Si sta parlando di una linea di frattura nel paese che corre 100km. a nord di Londra.

Le conseguenze di un brexit sul rapporto dell'Inghilterra con Irlanda del Sud (e la relazione fra Irlanda nord e sud), con la Scozia e forse anche col Galles sono importanti ma non prevedibili. La possibilità che dopo un voto per il brexit la volontà del paese venga disattesa e, come si dice in Italia, tutto finisca a tarallucci e vino pare a me improponibile in questa cultura e di certo peggiorerebbe linee di frattura sociale che continuano da emergere ( per esempio nell'NHS con il determinato sciopero dei giovani medici).

Sono stata testimone molti anni fa di come le ondate di immigrazione (anche italiana) del primo dopoguerra venissero abilmente assimilate in un contesto multiculturale che ha valorizzato le caratteristiche dei diversi gruppi immigrati dall'Asia e dai Caraibi, da Cipro e dalla Polonia. Vedi la recente elezione a sindaco di Londra di un signore di origini pakistane (e diversi personaggi di etnia immigrata siedono in Parlamento).
La fase di immigrazione più' recente (Balcani, Europa dell'Est, Afganistan e Pakistan, Africa) sembra essere partita col piede sbagliato generando risentimento anche negli immigrati delle precedenti generazione. Si noti anche che il tasso di natalita' in GB e' alto rispetto a quello del nucleo europeo originario. La passione politica e morale che ha animato I pionieri dell'Europa ed I riferimenti alla tragedia dell'ultima guerra si trovano nella stampa di qui'ma sembrano superficiali. Storicamente la Gran Bretagna ha puntato ad impedire che uno stato forte si formasse nel cuore dell'Europa. Scherzando direi che la paura di Napoleone non gli e' ancora passata.

Per una quindicina di anni in GB ho sentito il messaggio che l'euro era un'assurditaà o che sarebbe naufragato malamente e che il progetto europeo era in bilico (ma se ascoltassero il FT…). Oltre a darci la pagella ( Italia solitamente dietro la lavagna in castigo) si dava spesso e volentieri la colpa alla burocrazia di Bruxelles per problemi che a mio parere erano dovuti a scelte del governo inglese. Forse vorreste sapere quel che penso ma vi dico invece quel che ho fatto: dopo venticinque anni in questo paese ho richiesto la naturalisation e sono diventata suddita della novantenne regina

(Cecilia Clementel)