Imola. E' stato pubblicato il bando internazionale per la vendita del gruppo Mercatone Uno che ha la sede principale vicino all'ingresso dell'autostrada e il cui patron è Romano Cenni (negli anni d'oro sponsor di quello che fu il grande ciclista Marco Pantani, ndr), predisposto dai commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. E' quanto si legge in una nota della società secondo cui la base d'asta è fissata a 280 milioni di euro per l'intero complesso aziendale, comprensivo dei 79 punti vendita in tutta Italia.

Le offerte vincolanti potranno essere presentate da oggi fino al 7 settembre prossimo. Lo scorso 7 giugno era stato autorizzato l'avvio del processo di vendita dei complessi aziendali da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza.
Nel dettaglio il bando riguarda 79 punti di vendita sparsi sul territorio nazionale per una superficie commerciale complessiva di 500mila metri quadri. La base d'asta è stata determinata da perizie di esperti indipendenti sull'attuale valore patrimoniale dell'azienda, rappresentato dal compendio immobiliare e relative licenze commerciali.

Il bando viene spiegato ancora, è aperto a operatori industriali e finanziari “che possano garantire una concreta prospettiva di rilancio industriale del Gruppo che, ad oggi, mantiene una notevole importanza in termini di quote di mercato del settore, pari a circa il 10%”. In particolare, con la cessione del gruppo romagnolo, “la prospettiva è quella di rendere completamente operativi 61 punti di vendita con oltre 320mila metri quadri di superficie commerciale nei prossimi mesi, che svilupperanno un fatturato che nel 2016 supererà i 400 milioni di euro, rispetto al fatturato di chiusura nel 2015 pari a 347 milioni di euro.

L'integrazione del Piano Triennale dei Commissari, approvata dal Ministero il 20 maggio 2016, prevede poi per il 2017 un fatturato pari a 530 milioni di euro”. Il lavoro dei commissari e le “positive relazioni con le organizzazioni sindacali”, ha permesso di raggiungere “l'obiettivo della salvaguardia di migliaia di posti di lavoro (3.345 unità al 30 aprile 2016) avviando, nel contempo, il riposizionamento strategico del Gruppo. Inoltre – viene aggiunto – grazie ai meccanismi introdotti dal Jobs Act, dal primo novembre 2015 sono stati stabilizzati 254 Associati in partecipazione con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”.