“Morte ai traditori, liberta' per la Gran Bretagna!” Cosi' si e' rivolto al tribunale davanti al quale compare accusato di omicidio Thomas Mair, cinquantenne che pare abbia problemi psichiatrici e simpatie di estrema destra. Mair ha ucciso con una vecchia pistola la giovane (41 anni) deputata laburista Jo Cox usando anche un coltello per colpirla sulla soglia della sua “clinica” (Surgery) a Birstall, in Yorkshire, dove era stata eletta nel 2015. La surgery e' una tradizionale pratica di democrazia  sul territorio: con frequenza spesso settimanale il candidato che la circoscrizione ha eletto -che si considera portavoce di tutti gli elettori, anche se non lo hanno votato-si trova in un ufficio in zona dove riceve e discute con la gente le loro richieste e difficolta', facendosene portavoce al Parlamento.

Lo sdegno inorridito e il dolore per la morte violenta di questa laureata a Cambridge, moglie e madre di due bambini sono unanimi. Il parlamento (in recesso negli ultimi giorni che precedono il referendum) viene richiamano per una commemorazione. La campagna elettorale-che Cox aveve criticato come “al vetriolo”- e' stata sospesa con decisione unanime, ma qualcuno ha infilato nella mia cassetta delle lettere un volantino che sostiene “Se non lo lasciamo EU continuera' a costarci milioni ogni settimano e l'immigrazione continuera' ad essere fuori controllo con 5 nuove nazioni sul punto di entrare” la cartina ha evidenziate in rosso Albania Macedonia montenegro serbia e Turchia! Quanti dei pensionati qui attorno sapranno che questa e' una bufala galattica?

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha denunciato il delitto come un attacco contro la democrazia ma la stampa e' riluttante a cogliere la valenza politica preferendo scantonare sulla pista psichiatrica (se l'assassino era seguito dai servizi d'igiene mentale locali non vorrei essere nei loro panni). Lo Yorkshire e' una regione dove al lungo degrado economico e alla disgregazione sociale si associa la presenza di comunita' numerose di origine asiatica (ad esempio Bradford) ora alla seconda e terza generazione, in larga parte pakistani (quindi mussulmani) immigrati nel dopoguerra per lavorare in fabbriche e industrie che  non ci sono piu'.

Il tono sopra le righe, anche brutale del supposto dibattito ( in realta' da entrambe le parti ed anche all'interno di un partito conservatore diviso e sull'orlo della guerra civile, una campagna pubblicitaria ) viene ora criticato dagli stessi media che nei giorni precedenti erano impegnati a peggiorarlo ed amplificarlo. Lo UKIP ( united kingdom indipendence party) con il suo leader Nagel Farage sono, come si suol dire, andati a nozze. Persino Angela Merkel e' intervenuta ieri :”l”esagerazione e la radicalizzazione parziale delle argomentazioni vanno a distruggere il rispetto reciproco”.

La probabilita' di Brexit aumenta, le banche tirano fuori dal cassetto I piani di emergenza e in Francia gia' si sussurra ai cugini amici/nemici che 'chi e' fuori e' fuori e chi e' dentro e' dentro'.

Se veramente la Gran Bretagna uscira' dall'Europa sull'onda di un panico xenofobo penso che non tutto il male venga per nuocere: sara' il momento di riprendere un dibattito di fondo sull'identita' e il futuro politico dell'Europa. Leggo su Le Monde di oggi 18 Giugno un articolo di Jacques Rupnik (legato a Vaclav Havel in passato) che descrive la deriva a destra di alcuni paesi europei. Tale deriva interessa paesi precedentemente in Europa delll'est il cui ingresso nella Comunita' Europea aveva portato notevoli progressi economici e politici dovuti anche al sostegno di Bruxelles. Tali democrazie ( Ungheria di Viktor Orban, Polonia, Slovacchia e Croazia) ora arretrano verso una visione liberale ( o meglio illiberale) dell'Europa che fa riferimento a Bruxelles sul versante economico e alla NATO su quello della sicurezza, rinverdendo una concezione nazionalistica dello stato di non lontana memoria. Cero anche l'Austria che dichiara lo ” stato di emergenza per le migrazioni” si sta muovendo in tale direzione.

(Cecilia Clementel)