Imola. Dei buonissini numeri (già pubblicati dal nostro giornale) della Cefla parliamo con il presidente, Gianmaria Balducci, presidente confermato visto che squadra che vince non si cambia.

La nostra conversazione comincia con una domanda ovvia, e cioè quali sono i numeri che lui intende valorizzare maggiormente.

“Certamente i 443 milioni di valore della produzione, ottenuti in assenza di un evento straordinario come l'Expo, nel 2014 siamo ulteriormente cresciuti ad indicare il valore delle scelte compiute.

Un'altra cifra da sottolineare sono i 54 milioni del margine operativo lordo, un indicatore di ottima salute dell'azienda e siamo riusciti a raggiungere questi risultati pur avendo una grande attenzione al capitale circolante.”

E per avere ulteriori buoni risultati che farete?

“Noi non ci diamo limiti né geografici né tecnologici. Se esistono possibilità di investimento  degno di qusto nome lo esamineremo con grande attenzione.”

 

Che cosa riceve Cefla da Imola e cosa dà?

“Dalla città abbiamo prima di tutto una cultura del lavoro cooperativo che non si trova in altre zone e poi c'è il discorso della scuola e penso anche all'università che garantisce un a formzione di altissimo livello.”

E Cefla cosa porta ad Imola?

“Lavoro. La nostra produzione è ben radicata nel territorio e tante piccole aziende sono nostre fornitrici. Cefla in quanto tale ha creato fra il 2012 e il 2015 oltre 100 posti e voglio pensare che anche l'indotto abbia fatto altrettanto.

Oggi siamo più azienda rispetto al passato, i vari comparti si intrecciano in maniera positiva e questo ci permette di guardare al futuro con un po' di ottimismo anche perché appunto non abbiamo posto limiti né geografici né tecnologici alla nostra azione.”

 

(m.z.)