Le reazioni al risultato del referendum inglese che ho udito oggi parevano  dettate dall'impressione che, in quanto europei, siamo rifiutati e censurati e si potrebbero riassumere cosi' “che gli inglesi vadano al diavolo”. Ho vissuto tanta parte della mia lunga vita in Italia quanta in GB,ho lavorato nello NHS ed avuto marito e figli inglesi : credo di conoscere bene il contesto. Le tematiche che hanno determinato il risultato sono del tutto interne al paese, nel quale la stampa ha per anni alimentato l'errata impressione che Bruxelles dettasse legge e causasse problemi economici . Mi trovavo in GB quando nel 1975 vi fu il referendum inglese per l'ingresso in Europa (che ricorderete ostacolato da De Gaulle) avvenuto pochi anni prima , che non creo' alcun problema. La tematica dell'immigrazione deve vedersi nel contesto della prima immigrazione massiccia del dopoguerra negli anni '50 e '60 che vide numerosi extraeuropei inserirsi nella vita economica e nel tessuto culturale della nazione senza grossi problemi in un contesto multiculturale (nelle grandi citta') che ha arricchito la societa' civile ed ha portato diversi esponenti in parlamento e in posizioni di potere economico (Arcelor Mittal e la Baronessa Warsi per esempio). Questa recente ondata di immigrazione tuttavia, nella persistente frattura fra la Londra centro commerciale e finanziario e le regioni de-industrializzate ed abbandonate al degrado (diverso nella fascia costiera del sud rispetto alla fascia nord-est e alle Midlands: ho lavorato abbastanza di recente in queste aree e lo ho notato io stessa) ha dato alla popolazione l'impressione che manodopera estera a basso costo (a volte letteralmente schiavizzata) si sia inserita nel loro habitat impoverito riducendo ulteriomente i posti di lavoro. Alcuni gruppi ,i polacchi e i baltici,( che in un passato storico erano stati bene accetti) formavano comunita' esclusive che facevano sentire le persone come stranieri nelle loro citta', per non parlare dei processi recenti a gang pedofile di tassisti quasi tutti pakistani nella zona del nord-est. Penso che la distribuzione del voto sara' attentamente studiata perche' indica possibili dinamiche piu' sociali che politiche ma che potrebbero scoppiare con la violenza di bombe a frammentazione. Quanto ad approfittare delle sovvenzioni del welfare inglese ricordo esempi di italiani che lo facevano negli anni ottanta, Queste cose si comprendono meglio sapendo che la gran parte di tali sovvenzioni (come  tax credits, housing benefits o il child allowance) sono date a famiglie in cui uno o entrambi lavorano ma le retribuzioni sono talmente basse da non consentire di mantenere una famiglia, particolarmente in zone dove gli affitti privati sono altissimi (non esiste quasi possibilita' di edilizia popolare se non in zone ad alto degrado sociale e scarse possibilita' di impiego come quelle costiere). Gli stessi immigrati storici, ormai alla terza generazione sono critici dell'attuale immigrazione dall'Europa dell'est, mentre i giovani italiani, spagnoli, francesi e tedeschi sono ovunque benvenuti (e fino a ieri beneficiavano dello stesso prestito d'onore per gli studi universitari offerto ai locali).Gli italiani in particolare sono molto benvoluti e apprezzati. Tuttavia per la prima volta in quarant'anni la scorsa estate fui oggetto del commento aggressivo di un'adolescente (“tornatene in Germania”-mi dicono che il mio accento somiglia ad un accento mitteleuropeo) cui risposi:”veramente sono italiana” provocando l'ilarita' dell'infermiera.

La decisione presa deve essere rispettata come decisione democratica, considerando anche l'alta percentuale dei votanti e il fatto che quasi tutta la stampa e la classe politica era schierato per il Remain. Piu' che una discussione politica la campagna e' stata una campagna pubblicitaria finanziata anche dalle multinazionali e dai poteri forti della City (che valutano la possibilita' di essere in Europa). Ho parlato con un amico che lavora in una banca d'investimento e mi disse che le conseguenze immediate economiche saranno negative, ma quelle a lungo termine sono indeterminabili perche' la City puo' sfruttare ora liberamente i contatti globali (Hong Kong, Singapore, e il Commonwealth) che ha sempre mantenuto.

 

Non mi soffermo sullo sconvolgente assassinio di una giovane donna – Jo Cox- che sarebbe potuta diventare a detta di alcuni un primo ministro, esso testimonia il deterioramento del dibattito politico che Jo stessa critico' definendolo “al vetriolo”.

 Invece di reagire come innamorati respinti dovremmo cogliere la misura della svolta storica e pesare il rapporto di forze del tutto nuovo che si crea nell'Europa.Vi saranno contraccolpi : se l'Olanda vuole andarsene mi dispiacera' ma possiamo sopportarlo. In cambio la Scozia vorra' certamente essere in Europa (e i guai irlandesi potrebbero ricominciare).|La situazione strategica, politica ed economica dell'Europa in rapida evoluzione va riletta e molte soluzioni sono oggi possibili che non lo sarebbero state in presenza della Gran Bretagna (nei commenti francesi e tedeschi leggo un malcelato sollievo). Il rapporto con la NATO e con la Russia puo' essere modificato, la strategia di accoglimento (e contenimento) dei migranti rinforzata ed applicata in sintonia (per esempio fra le forze navali di Spagna, Francia, Italia e Grecia). Il processo di unificazione Europea puo' compiere un balzo in avanti,A mio parere e' urgente affrontare il riassetto dell'area balcanica, cerniera fra Europa e zone di guerra molto, troppo vicine a noi. Una ricostituzione, nel contesto della comunita' europea, di un'area al tempo slava e mitteleuropea memore dell'eredita' asburgica potrebbe risolvere molti problemi che come una piaga aperta si ripresentano da un quarto di secolo. In conclusione domani e' un altro giorno e non c'e' tempo per guardare indietro a quel che sarebbe potuto essere. L'esito del referendum mi dispiace ma non tutto il male vien per nuocere.

 (Cecilia Clementel )