Imola. Monza parte in pole position, mentre Imola è costretta a inseguire dalla seconda fila nella sfida per aggiudicarsi il Gp d’Italia nei prossimi tre anni. Sono le posizioni di partenza in vista del Gran Premio D’Italia che si svolgerà il prossimo week-end nell’autodromo brianzolo in vista della firma per il rinnovo del contratto fra Monza e Bernie Ecclestone, patron della Formula 1.

L’annuncio della “chiusura lavori”, a fronte di due anni di tira e molla in cui Monza ha temuto di perdere la gara a favore di altri circuiti (in primis Imola), è stato dato durante la presentazione della gara dei bolidi. “Abbiamo lavorato duro, un gioco di squadra importante ci ha portato a definire il rinnovo con Ecclestone, anche grazie alla svolta data dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi che lo scorso anno lo ha incontrato – ha dichiarato il presidente Aci Angelo Sticchi Damiani – e grazie alla Regione Lombardia, senza la quale oggi non saremmo a questo punto”.

Una trattativa difficile, ha spiegato Sticchi Damiani, “nella quale il Parlamento ci ha autorizzato a utilizzare tutti i nostri fondi per chiudere l’accordo, ma non sarebbe stato possibile arrivare ai 17 milioni di dollari in più necessari, senza l’apporto di tutti i soggetti coinvolti”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Lombardia Roberto Maroni (che, si dice, sia abbastanza inviso a Ecclestone, ndr), che ha parlato di gioco di squadra dove la Lombardia ha avuto un ruolo importante, con ulteriori 20 milioni di euro di investimento, a fronte dei 70 già previsti in dieci anni per rendere migliori sia il parco sia l’autodromo”.

Il presidente di Aci Milano, Ivan Capelli ha sottolineato “la difficoltà a volte stremante nel superare gli ostacoli che hanno costellato le trattative, dove Aci Milano ha investito tutta la sua energia e determinazione”. Poi ha concluso: “Questo sarà un Gran premio che chiude un’era e ne apre un’altra, abbiamo davanti un futuro di nuove iniziative e migliorie per il circuito, una nuova stagione di sport e passione”.

Ma sulle rive del Santerno non si danno per vinti. Pur prendendo atto dell’accordo di Monza con la Fom, il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense mantiene una piccola “speranziella”.
“A Monza, sommando ai 68 milioni di dollari dell’accordo il contributo della Regione Lombardia di 20 che si aggiunge agli altri 70 nel decennio, facendo un po’ di conti si arriva a 158 milioni con un importantissimo impegno pubblico quale quello proveniente dal Pra sul quale non sono sicuro siano stati adottati criteri di assegnazione legittimi e questo è il motivo – sottolinea il conte Selvatico Estense – per cui noi ci siamo rivolti al Tar e abbiamo inoltrato una segnalazione alla Corte di Giustizia Europea. Finora non ci sono stati pronunciamenti e ieri, congiuntamente nella Camera di Consiglio del Tar del Lazio, si è deciso di chiedere l’udienza di merito e mi aspetto che ci sia il rispetto della decisione del Tribunale anche se qualcuno (Sticchi Damiani, probabilmente) vuole anticipare queste decisioni prendendo provvedimenti prima del giudizio finale”.

Di certo Imola ritiene che si sia violata una “par condicio” che però, di fatto, in concreto finora non c’è mai stata avendo Imola ospitato il Gp d’Italia una sola volta e tutte le altre 25 quello che fu chiamato Gp di San Marino mentre il Gp d’Italia è da sempre di casa a Monza.

“Ovviamente ci uniformeremo alla decisioni di Bernie Ecclestone in quanto soggetto titolare dei diritti della F1 e – dice il presidente di Formula Imola – continuiamo a sostenere, come avvenuto nel ’79, che un’alternanza Imola-Monza sarebbe stata la soluzione migliore”.

Infine secondo il sindaco di Imola Daniele Manca, “il nostro autodromo ha una grande storia: abbiamo affrontato difficoltà che altri autodromi incontreranno nei prossimi anni, dobbiamo solo avere pazienza, gli investimenti e i progetti che stiamo facendo vanno nella giusta direzione”. La storia, pur così importante dell'”Enzo e Dino Ferrari”, purtroppo può fare ben poco davanti a un mondo come quello del “grande circo” nel quale contano per prima cosa i soldi e in secondo luogo come si schiera l’Aci nazionale che ha fatto capire a tutti di essere da tempo nettamente a supporto di Monza.

(Massimo Mongardi)