Dopo la firma avvenuta la settimana scorsa sul nuovo contratto nazionale dei circa 1,5 milioni di metalmeccanici, ieri c'è stata l'intesa tra Governo, Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo del contratto nazionale degli oltre 3 milioni di pubblici dipendenti.

Questa intesa sul pubblici dipendenti è stato come si suol dire un bel fulmine a ciel sereno, balenata all'inizio della settimana, in poche ore si è giunti all'accordo. Il Governo, prevedendo lo stanziamento di 5 miliardi di euro nel triennio 2017-19 per il rinnovo dei contratti pubblici, permette aumenti salariali dignitosi a lavoratori che erano sette anni senza contratto e senza aumenti.

I punti principali dell'intesa, l'incremento salariale non sarà inferiore a 85 euro medi mensili e saranno erogati prestando particolare attenzione ai redditi più bassi, sono previsti incentivi ai dipendenti pubblici che producono di più e che sono più presenti, verranno prorogati i contratti in scadenza per i precari, è stato stabilito che il contratto prevale sulla legge così che la legge Brunetta viene superata, viene ridata centralità al contratto nazionale e viene valorizzata la contrattazione decentrata.

L'accordo raggiunto rappresenta le linee guida per il rinnovo dei contratti nei vari comparti in cui è suddiviso il variegato mondo dei dipendenti pubblici, nel nuovo accordo i comparti vengono ridotti da oltre venti a quattro: sanità, funzioni centrali (statali), funzioni locali e istruzione e ricerca. Restano esclusi da questa nuova divisione i lavoratori della Presidenza del Consiglio che avranno un contratto nazionale tutto per loro.

E già dalla prossima settimana si avvieranno le trattative tra sindacati e rappresentanti delle istituzioni per ognuno dei quattro comparti per trasformare l'intesa raggiunta nei nuovi contratti nazionali del pubblico impiego.

La chiusura del principale contratto dei metalmeccanici e di fatto la chiusura dei contratti pubblici, con le importanti novità contrattuali in essi contenute, segna una svolta in questa fase dei rinnovi contrattuali: la Confindustria già si è detta pronta a riprendere la trattativa con i sindacati Cgil, Cisl e Uil per un nuovo modello di relazioni industriali e per nuove regole contrattuali.

Rimangono da rinnovare ancora circa una trentina di contratti nazionali nell'industria e nei servizi privati, per un totale di circa 3 milioni di lavoratori interessati, l'auspicio è che con la chiusura dei due principali contratti presto anche loro ne abbiano uno nuovo.

 

(edgardo farolfi)