Imola. Le acque della politica imolese sono in movimento. La scadenza del voto al 2018 non è così certa, infatti in caso di elezioni politiche anticipate il sindaco Manca potrebbe decidere di lasciare in anticipo (e sarebbe la seconda volta dopo quella di Massimo Marchignoli) per puntare ad uno scranno parlamentare.
Le grandi manovre però non riguardano solo chi ha già una rappresentanza in Consiglio comunale. Anzi sembra che tra la società civile ci sia la voglia di sperimentare nuove forme di impegno, a cominciare da una presenza istituzionale.

A lanciare una proposta per una lista civica laica è Roberto Vuilleumier, delegato Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) di Imola e Castel San Pietro Terme.
“In questi anni di attivismo laico svolto a Imola in rappresentanza dell'Uaar, ho potuto constatare come l'Amministrazione comunale nel corso degli anni si sia completamente appiattita su posizioni legate al conservatorismo clericale, agevolandone in ogni modo la crescita a maggior danno del tessuto sociale fortemente Laico. Laici che da anni si trovano senza una rappresentanza politica in grado di tutelarli e di fermare l'avanzamento di una concezione 'privatistica' e 'dogmatica' dei diritti civili, tra cui spicca il diritto all'istruzione”.

Da questi presupposti prende vigore l'idea di una lista civica: “Forse per mancanza di cultura, forse per interesse o per paura, nessun laico al governo della città o all'opposizione, ha mai posto resistenza ed argine a questo stato di cose, nel ribadire quindi l'assoluta apartiticità ed indipendenza dagli stessi, dell'associazione che rappresento a Imola, comunico che mi metterò al lavoro per verificare se sussistano i presupposti affinché sia 'componibile' una lista civica 'Laica' che accogliendo i punti programmatici dell'Uaar intenda proporsi come reale alternativa di governo della città, alle prossime elezioni comunali”.

Una sorta di appello, quindi, per verificare se esiste terreno fertile su cui far nascere uno schieramento che esca dagli schemi della politica tradizionale. Un appello che già in sé contiene alcuni spunti programmatici: “Attraverso continui compromessi al ribasso, a danno della cittadinanza, davanti all'evidente incapacità di nascondere alla la mala gestione delle risorse pubbliche, si è fatto appello alla 'sussidiarietà orizzontale' rivisitata a proprio uso e consumo nella convinzione di poter mascherare il fallimento, che almeno in ambito scolastico a Imola si chiama 'Sistema Integrato'. La sussidiarietà orizzontale, se si realizza senza controlli e limiti come accade a Imola, non può che alterare i tratti della modernità anche sotto un secondo ed ulteriore profilo. Non solo, infatti, desta perplessità l'apertura ai privati di competenze che investono i diritti (non servizi) fondamentali dei cittadini, ma preoccupa anche la forma che tale apertura ha assunto nella nostra città, con la pronta costruzione di una corsia preferenziale riservata ad alcuni specifici soggetti privati, particolarmente legati a movimenti civici e politici rappresentati da esponenti dell'estremismo clericale. Come poter spiegare diversamente, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, che al bando riferibile alla scellerata alienazione di sezioni comunali risponda un unico soggetto privato e clericale, come poter spiegare diversamente le centinaia di migliaia di euro che ogni anno dalle casse comunali finiscono alle scuole private (tutte cattoliche), ancora come poter spiegare l'alienazione di risorse destinabili solo al patrimonio edilizio pubblico (Oneri di urbanizzazione secondaria) siano in realtà state destinate nuovamente al patrimonio privato (Cattolico ed in minima parte dei Testimoni di Geova)”.

L'obiettivo, quindi, non è di negare il valore della sussidiarietà, ma di darne un'altra lettura: “Mettendo in pratica la teoria per cui l'erogazione dei pubblici servizi va fatta dalla 'comunità', non più dal 'Comune', si conferma di voler portare a termine quello scellerato progetto, attraverso il quale la stessa amministrazione 'abdica' il suo stesso ruolo a favore di soggetti privati, associazioni, cooperative… in maniera esattamente contraria al vero principio di sussidiarietà orizzontale, che 'chiede' al Pubblico semplicemente di non essere di ostacolo al privato e non suo sponsor privilegiato. Il privato cattolico svolge sempre la propria attività alla luce di quella che è la propria visione del mondo, né sarebbe corretto chiedergli di accantonarla, di dimenticarla, di negarla, ma non a caso la sussidiarietà orizzontale viene utilizzata dagli enti ecclesiastici per erodere la presenza dello Stato in settori chiave della vita comunitaria (l'educazione dei giovani, l'assistenza ai deboli) che concorrono a costruire il sentire profondo dell'intera collettività, ma la 'collettività' a Imola è articolata e non esclusiva, nella stessa 'comunità cattolica' infatti esistono forti diversità ed i conservatori e ricchi pur rappresentando una minoranza da anni determinano la politica scellerata di questa amministrazione”.

Il sasso è gettato ora si tratta di capire se tale esperienza può prendere il volo. A parole, diverse disponibilità al confronto, sono già giunte all'Uaar, molte a livello personale. Secondo alcuni questo tentativo non sarebbe “l'ennesima narrazione di una ricostruzione a sinistra, ma il coraggio di andare oltre, tessendo un filo al quale tutti i cittadini possono contribuire con il loro vissuto. Comunque prima ancora di una lista Civica, serva lo spunto culturale per declinare i pensieri in prassi politica e, l'intuizione della Uaar potrebbe essere la genesi di una rivoluzione pacifica”.

Altre disponibilità provengono da realtà organizzate, come L'associazione ” Il Socialista”, che “vede con simpatia la creazione di una 'lista laica' che sappia dare risposte serie ai bisogni effettivi del nostro territorio: lavoro, legalità e sicurezza”.