Secondo l'analisi del trend dei prestiti concessi dalle banche alle imprese artigianato, resa possibile grazie alla collaborazione con Artigiancassa che ha messo a disposizione i dati ricevuti dalla Banca d'Italia, a settembre 2016 si evidenzia come l'ammontare complessivo concesso al comparto nazionale, comprese le sofferenze, valga 42,9 miliardi di euro, con una diminuzione in un anno di 2,7 miliardi, pari a -5,8%. Il calo dei prestiti è determinato dalla decimazione di quelli a breve termine, che calano di -10,2%, e dalla flessione più contenuta di quelli a medio e lungo termine, che scendono di -3,4 punti percentuale. In Emila Romagna si registra, su un totale di 93.246 imprese, una variazione sui prestiti concessi a società non finanziarie e famiglie produttrici rispetto a settembre 2015, di -3,5%, contro una media nazionale del -2,7%. Valutando il dato rispetto alle imprese artigiane (4.678) la variazione sale al -7,1%, rispetto alla media nazionale di -5,8%. La provincia di Bologna si allinea alla media regionale, con un -7,1% rispetto al dato emerso a settembre 2015, con 881 milioni di euro erogati alle imprese dagli istituti di credito. Osservando i dati rispetto alla durata dei prestiti, in Regione si registra un calo del -11,6% sui prestiti a breve termine e del -4,3% su quelli a medio e lungo termine, in linea con il trend nazionale. Tendenza che si ripete analizzando i dati della provincia di Bologna, che registra un -11,3% sui prestiti a breve termine e un -4,5% su quelli a medio e lungo termine.

“Nel momento in cui si chiede alle imprese di credere nella ripresa, di affacciarsi con fiducia a Industria 4.0 e di riprendere con gli investimenti per mettersi al passo con le ultime novità tecnologiche e far crescere il lavoro, i recenti dati sul credito ci mostrano l'altra faccia della medaglia – commenta Massimo Pirazzoli, vice segretario di Confartigianato Assimprese Bologna Metropolitana -. Una faccia che ci spinge a esortare le banche a restituire ossigeno alle imprese e ad allentare la stretta sui finanziamenti, così che gli imprenditori possano tornare a investire e a crescere. Un atteggiamento di rigidità non è altro che un'arma a doppio taglio, che nel medio termine rischia di colpire anche gli stessi istituti di credito”.