Ravenna. Venerdì 18 maggio è diventato l'ultimo giorno di lavoro per molti dei lavoratori della cooperativa Acmar di Ravenna. Infatti lo scorso 5 maggio, durante l'ultimo incontro tra la direzione Acmar e i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil che ha avuto un esito negativo, la cooperativa edile ravennate ribadendo le sue ultime posizioni, ha confermato di procedere unilateralmente al licenziamento di 104 lavoratori sui 207, tra operai e impiegati, attualmente occupati nella sede di Ravenna.

Lo scorso anno, sempre il 18 di maggio, ci furono i licenziamenti alla cooperativa Iter di Lugo, una data che accomuna triste vicende di licenziamenti in due aziende edili fiori all'occhiello, fino a poco tempo fa, della cooperazione ravennate.   

Grande il rammarico delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno licenziati e dei sindacati degli edili, in quanto gli esuberi si potevano al momento se non proprio evitare almeno posticipare di parecchi mesi, infatti si poteva utilizzare altra cassa integrazione straordinaria per crisi, ma la cooperativa Acmar si è sottratta alla verifica di fattibilità di tale percorso in sede ministeriale, che a quanto pare se ci fosse stato  avrebbe avuto un esito largamente positivo.

Con il proseguimento della cassa integrazione, diverse persone sarebbero state traghettate al pensionamento e altre più giovani avrebbero avuto un tempo maggiore nella ricerca di una nuova occupazione. Una triste vicenda, per una cooperativa che con questo atto di fatto rinnega la propria funzione sociale di tutela dell'occupazione sul territorio, in una fase in cui la crisi, sopratutto nell'edilizia morde ancora forte a Ravenna e nel suo territorio.

 

(edgardo farolfi)