Imola. Fioccano le polemiche dopo l'ennesima settimana di eventi rumorosi all'autodromo Enzo e Dino Ferrari. In effetti dal 4 al 10 settembre non c'è stata tregua, ogni giorno i rombi di auto e moto l'hanno fatta da padrona per arrivare al clou del fine settimana, quando l'ennesimo manifestazione, senza pubblico, ha sollecitato le orecchie degli imolesi (il rumore era forte non solo nei pressi della pista, ma si avvertiva in ogni parte della città) dalle 8.30 del mattino fino alle 20. Una sorta di Tro (Trattamento rumoroso obbligatorio), che, sulla scia dei Tso (Trattamenti sanitario obbligatorio), gli amministratori di via Mazzini impongono ai cittadini in nome del benessere collettivo. Di quale benessere si tratti nessuno però l'ha ancora capito.
Comunque la si veda si tratta certamente di una situazione imbarazzante della quale gli unici a non accorgersene sembrano gli stessi amministratori pubblici.
O no? Il dubbio viene quando ad essere sollecitati sono le loro orecchie, in particolare in caso di dibattiti all'interno della Festa nazionale de l'Unità in corso nel parco Lungofiume. Questo almeno è quello che sostengono il Movimento 5 stelle e diversi cittadini imolesi che hanno fatto notare come, “casualmente” il programma degli eventi motoristici della domenica sia cambiato, prevedendo la conclusione degli stessi alle 17.40 invece delle 19, giusto in tempo per non disturbare i primi dibattiti del Festival previsti tra le 17 e le 18.
Certi del fatto sono i grillini: “Domenica 10 settembre l'ultima gara in programma presso il circuito Enzo e Dino Ferrari era quella della 'Seat Leon Cup”, prevista dalle 18 alle 19, ma quando il Pd si è accorto che il rombo delle vetture avrebbe disturbato l'apertura delle 18 della sua festa nazionale organizzata proprio sull'altra sponda del Santerno, magicamente è partita una telefonata che in un attimo è riuscita a far terminare le gare alle 17.45.Insomma la morale è che quando il circuito disturba i padroni del Pd il circuito chiude all'istante, mentre quando fa lo stesso a dei semplici cittadini l'invito che viene da viale Zappi e dai suoi cortigiani di partito è di comprarsi dei tappi per le orecchie e infilarseli dove meglio si crede. La buona notizia è che molto presto gli imolesi potranno tornare a scegliere se essere considerati dei liberi cittadini piuttosto che dei sudditi”.