Ravenna. Su tutti i giornali si parla molto delle feste de l'Unità e dei momenti critici che stanno attraversando.

Che bilancio può fare della festa ravennate?

“Un bilancio decisamente positivo. Il programma e l'offerta che avevamo costruito erano molto ampi e abbiamo puntato a fare della festa un'occasione di incontro e di confronto; credo che sotto questi punti di vista dobbiamo essere molto contenti e soddisfatti.
Ancora una volta grazie all'impegno di quasi mille persone che hanno speso gratuitamente il loro tempo per organizzare questa straordinaria macchina abbiamo offerto alla nostra comunità l'opportunità di incontrarsi e di vivere in maniera festosa l'idea di una partecipazione politica.
La festa provinciale nonostante alcune serate in cui abbiamo dovuto fare i conti con il maltempo e rinviare alcuni spettacoli ha visto una affluenza sempre molto alta e c'è sempre stata una grande partecipazione anche ai vari dibattiti che abbiamo organizzato.”

Aveva sperato in una buona occasione di confronto. c'è stato? .

“Direi proprio di sì e la cosa straordinaria che posso testimoniare è anche la grande presenza di giovani che erano presenti. Abbiamo avuto con noi il segretario Renzi e personalità di primo piano del partito, dal ministro Franceschini alla sottosegretaria Boschi, segno di una grande attenzione di tutta la classe dirigente del partito a quello che si muove sul territorio e segnale di un partito aperto e che sa sempre interrogarsi e discutere. Le serate dedicate ai temi di attualità sono state molto interessanti; si è parlato di cambiamenti climatici insieme al ministro dell'Ambiente Galletti, di terrorismo e sicurezza, di lavoro, di progetti culturali, di giustizia con il ministro Orlando. Ci siamo confrontati anche sui temi locali con il presidente della Regione Bonaccini e i consiglieri regionali e si è parlato del partito con il presidente Orfini.”

Quali interventi nel prossimo futuro?

!”Il percorso congressuale e la conferenza programmatica saranno, anche a livello locale, un'importante occasione e opportunità di riflessione, confronto ed elaborazione. E anche un momento per riconnettersi con le comunità, il mondo delle imprese e i giovani con proposte che si rivolgano a tutti i cittadini sapendo che i progetti si costruiscono sui bisogni e sugli interessi dei cittadini. Vogliamo rafforzare il progetto del Pd con parole nuove e con un lavoro collettivo. L'alternativa al populismo si crea con un partito popolare e vivo e noi vogliamo provare a costruirlo a partire dai nostri circoli. Inoltre consideriamo fondamentale la formazione e a ottobre partirà un interessante corso di geopolitica rivolto ai giovani che si concluderà con una visita al Parlamento Europeo.”

(m.z.)