Bologna. Libera Bologna e Libera Informazione organizzano una rassegna di quattro giorni, dal 29
novembre al 2 dicembre, tra eventi pubblici, incontri nelle scuole, presentazione di libri,
proiezioni e conferenze.

Simbolo del festival, alla sua seconda edizione, è un gomitolo di fili, che vuole
rappresentare un impegno che tenga conto dei tanti temi che è necessario approfondire e
delle tante realtà con cui è necessario collaborare, un impegno che deve andare in
profondità e far aprire gli occhi per una lotta alle mafie efficace.
Oltre mille sono le persone che hanno partecipato alle iniziative della prima edizione del
Festival dell'Informazione Libera e dell'Impegno, a dicembre del 2016: un numero che
conferma ancora una volta quanto sia importante discutere di contrasto alla criminalità
organizzata e di come questo sia un tema che tocchi tutte le fasce della popolazione.

Anche nella seconda edizione i temi toccati saranno tanti, tra cui l'informazione, i beni
confiscati, i protocolli sulla legalità, la corruzione, la giustizia sociale, la memoria, cercando
di coinvolgere tutta la cittadinanza, dagli studenti agli amministratori ai semplici cittadini.
Ma non sarà solo il territorio di Bologna ad essere al centro del Festival: una finestra verrà
aperta ogni anno su un altro territorio di cui troppo poco si parla. Quest'anno verrà
affrontato il tema delle mafie pugliesi e della situazione di Foggia, che nelle cronache e nell'informazione viene ancora troppo spesso messa in secondo piano. Se ne parlerà,
all'interno del Festival, venerdì 1 dicembre insieme a Daniela Marcone, figlia di una
vittima innocente di mafia e responsabile nazionale del settore memoria di Libera.

Tanti saranno i temi sui quali è già iniziata una discussione nella scorsa edizione,
discussione che è necessario portare avanti. Così, insieme a Gian Carlo Caselli, si
continuerà a parlare delle infiltrazioni nella filiera agroalimentare: in una città in cui il
tema del cibo sempre più acquisisce importanza , fondamentale è tenere gli occhi aperti
anche sui possibili guadagni delle mafie.

Insieme alle realtà del territorio che se ne occupano, verrà organizzato un focus sui beni
confiscati, per capire come sbloccare la situazione per quanto riguarda il riutilizzo sociale.
Proprio per sostenere un progetto che si sta sviluppando su un bene confiscato in
provincia di Bologna, ci sarà una cena di finanziamento giovedì 30 al Circolo Arci La
Fattoria, per poter realizzare un percorso che unisce la legalità democratica e il teatro
insieme al gruppo di ragazzi richiedenti asilo che vivono nel bene.

E poi, insieme a Don Luigi Ciotti ed Enza Rando, si approfondirà il legame tra la lotta
alle mafie e la lotta per la giustizia sociale.
Quello della giustizia sociale è un tema che Libera ha voluto negli anni sempre più legare
a quello della lotta alle mafie: dove c'è povertà e disagio sociale le mafie si infiltrano e
traggono vantaggi e quindi compito di tutti è trovare delle soluzioni.
Il tema della povertà sarà centrale anche nell'iniziativa di apertura del Festival, mercoledì
29 novembre alle 18 e 30, quando verrà dato un quadro della situazione della città per
quanto riguarda tratta, povertà e droghe.

Quello delle droghe in particolare è un tema su cui ha lavorato nell'ultimo anno Libera
Bologna, che presenterà l'anteprima del dossier “Riga – Bologna crocevia dei traffici di droga”.
Riga – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia è il frutto del lavoro che Libera
Bologna svolge durante l'anno nel campo dell'Informazione. Una riga dopo l'altra, un
lavoro quotidiano e costante di studio, approfondimento e inchiesta su quello che accade
sul territorio.

Altro tema centrale sarà quello della narrazione delle mafie: “Come il giornalismo può
raccontare le mafie. Dal processo Aemilia alle mafie pugliesi, come la scrittura può essere
una potente arma di contrasto alle mafie e alla mentalità mafiosa?”, questo il titolo
dell'incontro che si terrà nella sede dell'Ordine dei Giornalisti sabato 2 dicembre alle 15. Il
tema verrà ripreso anche nell'iniziativa delle 18.30 su come l'informazione può partire
dai giovani.

Insomma, gli appuntamenti saranno, come ha detto Enza Rando, vicepresidente di Libera,
“fili che si intrecciano e creano collegamenti. Conoscere e raccontare le mafie è una
cosa di grande complessità: lotta alle mafie è andare dentro alle cose”.

Il programma completo del Festival: www.liberabologna.it/?p=486

(Sofia Nardacchione)