Vestito con una maglietta in maniche corte e pantaloni nel pieno della rigida notte del 10 gennaio. Così è stato trovato dalla polizia stradale di Bologna il cadavere di un 26enne afghano nella carreggiata nord dell'A14 fra Imola e Castel San Pietro. L'uomo aveva addosso i propri documenti e una certificazione rilasciata in Grecia che ne definiva lo status di rifugiato. E' possibile che stesse camminando in autostrada e sia stato urtato da un veicolo, che non si è fermato, ma fra le ipotesi c'è quella che il ragazzo possa aver viaggiato attaccato a un camion, e che poi sia caduto
rimanendo travolto dal mezzo.

Il corpo è stato segnalato da un camionista straniero e sul posto sono andati il medico legale e il pm di turno a Bologna, Flavio Lazzarini. Sono stati poi anche disposti accertamenti su una vettura che
inizialmente era sembrata sospetta: era stata vista in sosta in prossimità del cadavere, quando è stato dato l'allarme. L'automobilista, sentito come testimone, ha spiegato che si era fermato per capire cos'era successo e di essersi spaventato quando il camionista gli si è avvicinato per domandare se avesse
già provveduto lui a chiamare le forze dell'ordine. Per questo motivo si sarebbe allontanato.