Dopo l'accordo quadro sindacati governo del 30 novembre 2016, che fissava i costi complessivi dello stato per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, il 23 dicembre alla vigilia dell'ultimo Natale, i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il Governo hanno raggiunto l'accordo per il nuovo contratto dei dipendenti le funzioni centrali dello stato, che porterà così nelle buste paga degli oltre 240.000 statali, arretrati che vanno dai 370 euro per la classe retributiva più bassa ai 712 per quella più altra, oltre ad aumenti medi lordi mensili a regime di 85 euro.
In questi giorni sindacati e governo stanno alacremente lavorando per far avere agli statali gli arretrati con la busta paga di febbraio e la prima tranche di aumento mensile con la busta paga di marzo, altresì sindacati e governo proseguono la trattativa per rinnovare i contratti per gli altri dipendenti del pubblico impiego, cioè di scuola, sanità ed enti locali.
Esultano entusiasti i sindacati confederali per il nuovo contratto degli statali, su tutti il commento di Serena Sorrentino segretaria generale della Funzione Pubblica della Cgil “Un risultato storico. Dopo oltre nove anni restituiamo un contratto nazionale ai lavoratori pubblici. E' un contratto, che oltre a dare un importante aumento salariale, da più diritti e archivia la legge Brunetta”.
E vediamo, oltre agli aumenti salariali, i contenuti più importanti del nuovo contratto degli statali, aumentano le tutele su permessi e congedi, vengono introdotte tutele alle donne vittime di violenza, si estendono e si potenziano le norme sul diritto allo studio includendo anche i lavoratori precari, si estendono i diritti civili e si introducono tutele per lo stress da lavoro correlato, vengono mantenute le tuteli previgenti a partire dall'articolo 18 dello statuto dei lavoratori e l'orario di lavoro a 36 ore settimanali, più poteri vengono riconosciuti alla contrattazione in generale ed in particolare a quella decentrata e sul posto di lavoro, cambiano i sistemi di valutazione professionale e spariscono le ignobili fasce brunettiane, per la prima volta si introducono orari flessibili in entrata ed in uscita e le ferie solidali ed entra nel contratto nazionale la previdenza integrativa.
Un buon contratto insomma per i sindacati di categoria dei lavoratori pubblici di Cgil, Cisl e Uil, che presto illustreranno in assemblea ai lavoratori interessati, chiedendone il più ampio consenso.

(Edgardo Farolfi)