C'è anche una donna di 62 anni, residente a Castel San Pietro che in passato era stata dipendente comunale, fra le dodici persone denunciate dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Bologna alla Procura della Repubblica del capoluogo regionale per aver riscosso indebitamente le pensioni di loro parenti morti (attraverso giroconti, bonifici, bancomat e altri metodi) per un importo di oltre 272mila euro in totale.

Nei confronti di nove di essi, il gip del Tribunale di Bologna Rossella Materia, su richiesta della Procura della Repubblica felsinea, nella persona del Sostituto Procuratore Luca Alfredo Davide Venturi che ha coordinato le indagini, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per l'equivalente delle somme di denaro illegittimamente incassate indebitamente – quantificate in circa euro 160mila totali – al fine di sottrarre alla disponibilità degli indagati il corrispondente illecito profitto (quantificabile in circa 9500 euro per la donna di Castello).

Il risultato ottenuto da questa operazione costituisce la seconda tranche di un'indagine partita nel 2016 che inizialmente aveva interessato il solo Comune di Bologna permettendo di individuare quattro persone che avevano percepito le pensioni di defunti per un importo complessivo di oltre 190 mila euro.

In questa seconda fase, invece, gli accertamenti sono stati estesi all'intero ambito provinciale. In particolare, i finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna nel corso di questa nuova attività, attraverso l'approfondimento di 25mila posizioni di soggetti deceduti nel triennio 2013/2015 hanno scovato ulteriori 12 persone, tutte residenti nella  provincia di Bologna (ad eccezione di una residente nella provincia di Ravenna), che, nascondendo all'Inps il decesso di loro congiunti, hanno usufruito illegalmente delle loro pensioni favoriti anche dal fatto che la maggior parte di loro era delegata ad operare sui conti correnti bancari dei parenti estinti. In un caso è stato riscontrato che uno dei soggetti smascherati ha riscosso la pensione di un familiare morto più di tre anni prima, intascando ben 62mila euro attraverso ripetuti prelievi tramite bancomat.

Le persone denunciate – 3 delle quali saranno perseguibili solo in via amministrativa in ragione della lieve entità dell'illecito profitto conseguito – sono state segnalate anche all'Inps grazie all'apposito protocollo d'intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l'ente previdenziale, che peraltro, nella quasi totalità dei casi aveva già avviato autonome procedure di recupero delle rate pensionistiche indebite.