Bologna. “Invito al godimento delle ferie residue”. Non è estate. E Natale è appena finito. Ma a rivolgere questo invito alle circa 600 lavoratrici del Gruppo “La Perla”, è la direzione aziendale.
La storica azienda tessile bolognese, da pochissimi anni nelle mani del manager Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, è stata messa in vendita.

Un invito, quindi, molto pericoloso se segue di pochi giorni l'annuncio, da parte dell' azienda stessa, di vendere l'azienda, forse a una multinazionale o finanziaria cinese. Sì, la Cina è vicina. Di questo ce ne eravamo accori da un po' di anni. Ma ciò che stupisce è il silenzio dei sindacati e della stampa, che fingono di ignorare cosa può nascondersi dietro a un invito del genere.

Tecnicamente, i sindacati, sanno che un'azienda che vuole licenziare, prima di procedere al licenziamento dei dipendenti, chiede la fruizione delle ferie residue, in modo tale da non avere in carico una spesa di bilancio. In secondo luogo, sempre i sindacati, sanno che dietro a un invito di questo tipo si nasconde una potenzialità maggiore dell'azienda che vende, di ottenere un posizione di maggiore rigidità di lotta dei dipendenti, e quindi di non potersi rifiutare a un eventuale Mobilità.

Ricordiamo che con la legge Fornero, i sistemi di ammortizzazione sociale dei lavoratori sono stati cancellati. Quindi un eventuale Mobilità, prevista dalla nuova legge, non lascia molto tempo prima del licenziamento. Insomma, un invito alquanto inquietante. Speriamo che fra tanti silenzi, non vi sia anche quello delle lavoratrici de La Perla.

(Giuliano Bugani)