Imola. Che tristezza vedere il River Side chiuso. Il locale è stato per lungo tempo, fino all'inizio degli anni Duemila, il ritrovo per eccellenza della movida imolese. Sotto la gestione di Sabina Tagliaferri, nel posto vicino al Lungofiume si sono esibiti musicisti e attori di livello nazionale dove si organizzavano mega-feste che facevano riempivano l'ampio parcheggio. Certo, dopo le cose sono cambiate e i tempi sono diventati meno fulgidi. Tuttavia mai come ora si era arrivati a tale desolazione

Il Movimento 5 stelle ha presentato un'interrogazione sull'argomento e Nicolas Vacchi di Forza Italia sottolinea: “Da diversi mesi sto lavorando per capire la reale situazione in cui versa questa vicenda, in particolare lo scorso 13 novembre 2017 ho depositato diversi accessi agli atti dove richiedevo una serie di specifici documenti utili a chiarire la situazione. Superati ampiamente i termini, non ho ancora ricevuto risposta: aspettiamo che scada il mandato della giunta e dei consiglieri il 24 gennaio? Oppure diamo risposta ai problemi pubblici? Questi accessi agli atti dove chiedo informazioni in merito alla gestione sono fondamentali per rispondere a molte delle nostre reali domande: perché il River Side è chiuso? Sussistono forse dei problemi fra il Comune e il Demanio? Forse qualche atto formale (la concessione, ndr) non esiste? Forse l'Amministrazione Comunale o sue società partecipate l'hanno fatta da padrone su un'area di terra che non è la loro ma di qualcun altro? L'area è data in concessione per attività di pubblico esercizio da oltre un decennio ed è necessario capire se sono stati commessi degli errori dalle due giunte Manca oppure se esistono altre ragioni che giustifichino la attuale inattività del River Side”
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Dopo altre ricerche, Vacchi torna all'attacco: “ A noi risulta che, lo scorso 18 ottobre 2017, sia stata formalmente impugnata dal Demanio la concessione stipulata nel 2015. Il Demanio contestava altresì la mancanza di autorizzazione alla indizione del relativo bando. La River Side 2015 S.r.l., che nel frattempo versava regolarmente i canoni concessori, ha preso atto di tale circostanza ritrovandosi di fronte a una situazione che ha impedito la prosecuzione del rapporto con il Comune di Imola e Area Blu. Ciò che in questa vicenda appare particolarmente preoccupante è che lo stesso direttore generale di Area Blu,abbia fatto leva sull'inadempienza contrattuale del gestore senza nulla riferire rispetto a quanto rilevato dal Demanio”.

“Sulla questione River Side un conto sono i rapporti con il Demanio relativamente all'area, un altro il contratto e i relativi obblighi tra Area Blu e il conduttore”, cerca di fare chiarezza intervenendo finalmente il 16 gennaio il presidente di Area Blu Vanni Bertozzi.
Sul primo punto, Bertozzi ricorda che “l'area interessata fu concessa in uso al Comune di Imola già nel 1998, con appositi atti dell'Amministrazione Finanziaria (7272 del 16 aprile 1998 e 7501 del 17 aprile 1998). Alla scadenza la stessa area, con il fabbricato censito il 5 gennaio 2010, restò nella disponibilità del Comune, tanto che l'Agenzia, nel febbraio dello stesso anno, chiese all'Amministrazione se fosse interessata ad acquisirne la proprietà o, in caso contrario, a regolarizzare l'occupazione. Si è dunque in presenza di una persistente detenzione qualificata, assunta alla luce del sole e di cui l'Amministrazione statale era consapevole. In virtù di tale detenzione qualificata il Comune prima, Area Blu poi, hanno sottoscritto il contratto di locazione con i conduttori. Autorevoli pareri giurisprudenziali confermano, tra l'altro, la legittimità della concessione di beni non di proprietà e del contratto che ne deriva. La River Side 2015 Srl dunque, in qualità di vincitrice dell'apposita gara pubblica, ha ottenuto la concessione della struttura, in base a un contratto che esplicitamente prevedeva la decadenza automatica della concessione stessa a causa del 'venir meno della disponibilità delle aree'”. Dunque, secondo Bertozzi il Demanio era informato del fatto della “detenzione qualificata” della zona da parte di Area Blu.

A questo punto si passa alla seconda questione, quella del mancato adempimento degli obblighi derivanti dal contratto. Il 21 marzo 2017 l'allora BeniComuni, preso atto che il contraente non aveva onorato tali obblighi, gli comunicava la decisione di procedere all'escussione parziale della fidejussione per 18.760 euro e poche settimane dopo, il 12 aprile, chiedeva la presentazione di una seconda fidejussione da 24mila euro, richiesta poi oggetto di un ulteriore sollecito il 13 giugno. Almeno tale è la ricostruzione di Bertozzi.

“Il mancato pagamento dei canoni dunque e la realizzazione di opere non idonee, per le quali il conduttore ha subito una contestazione per abuso edilizio, hanno portato alla decisione di risolvere il contratto, comunicata a 'River Side 2015' il 30 novembre scorso – conclude Bertozzi -. Siamo al lavoro per trovare un accordo con l'Agenzia del Demanio sulla questione relativa all'area, ma ciò non inficia la considerazione che il conduttore doveva onorare i pagamenti ai quali era tenuto”.
“Siamo al lavoro con il Demanio” è una frase sibillina perché pare significare che non esista ancora al momento un'intesa chiara con il Demanio sulla concessione dell'area dove si trova il River Side.

(Massimo Mongardi)