La pergotenda è una struttura molto diffusa in Italia, per via del suo design affascinante e per le sue efficaci funzionalità. Tuttavia ultimamente si discute molto sulle regole da rispettare per la sua installazione nelle abitazioni o locali privati, in modo da non incorrere in sanzioni o, nel peggiore dei casi, in crolli o cedimenti dell'edificio in questione.
Pochi giorni fa a Sorrento la polizia municipale ha denunciato alcune persone con l'accusa di abusivismo, proprio nell'ambito dell'edificazione di opere architettoniche in città, tra cui anche una pergotenda. In questo caso la pergotenda misurava 50 metri quadrati, non rispettando così la normativa: infatti, per legge, la richiesta di permesso non è necessaria solo se si tratta di strutture facilmente riavvolgibili.

Nella sfera della libera edilizia esistono regole ben precise, determinate dal Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia del 2001. Nel documento si precisa, tra le altre cose, quali sono gli interventi permessi in materia di libera edilizia:

• interventi temporanei di esplorazione del sottosuolo
• manutenzione standard
• demolizione barriere architettoniche con costruzione di rampe o altre strutture (senza modificare la forma esteriore dell'edificio)
• interventi specifici di pavimentazione e finitura dei luoghi esterni
• edificazione luoghi ricreativi (lucro non concesso)
• realizzazione pannelli fotovoltaici al di fuori della zona A

In questo contesto si inserisce bene una sentenza cruciale per il mondo dell'edilizia privata e dell'installazione delle tende-pergolato. Parliamo del pronunciamento del Consiglio di Stato, avvenuto l'11 aprile 2014, che stabilisce che l'installazione delle pergotende amovibili rientra a tutti gli effetti negli interventi di libera edilizia: il caso specifico riguardava una tenda-pergolato retrattile senza alcun tipo di ancoraggio al terreno, con elementi che modificavano solo leggermente l'aspetto esteriore del palazzo.

In questo senso, la legge dice che la pergotenda, oltre a non modificare la sagoma dell'immobile, non può alterare la destinazione d'uso dell'ambiente esterno e non può assolutamente disporre di una chiusura verticale con vetrate, che andrebbe in contrasto con il requisito di provvisorietà previsto dalla normativa.

Le peculiarità della pergotenda
Il successo della pergotenda nel mercato italiano è riconducibile a diversi fattori, in primis alle interessanti funzionalità del prodotto nel corso di tutti i periodi dell'anno.
La copertura con semplice chiusura retrattile, il design all'avanguardia e i materiali innovativi con cui vengono realizzate, rendono le pergotende un prodotto molto ricercato. Le strutture possono essere sia in metallo, sia in legno: i materiali vengono selezionati con cura per progetti di tipologie anche molto differenti tra loro ed è possibile una personalizzazione a seconda delle esigenze di ciascuno.
La pergotenda può essere addossata o autoportante: la struttura addossata dispone di un ancoraggio alla parete, può essere in piano, inclinata o in entrambe le modalità; la struttura autoportante, come si evince dal nome, si sorregge con pali di sostegno su 4 lati, che possono presentare materiali e forme differenti.

Innovativa e affascinante: la pergola bioclimatica
Un prodotto degli ultimi tempi, che sta facendo gola anche a molti esercizi commerciali, è la pergola bioclimatica, emersa nel settore della bioedilizia con il suo design accattivante e le sue molteplici funzioni. La struttura si contraddistingue per classe ed eleganza, ma anche per la grande versatilità per tutti i periodi dell'anno.
Oltre alla gradevolezza estetica, la pergola bioclimatica dispone di numerose funzionalità e optional, come le efficaci lamelle inclinabili, una delle caratteristiche più utili della struttura: le lamelle si possono orientare a seconda dei propri gusti. In estate, ma anche nelle altre stagioni, si può regolare l'illuminazione a tutte le ore del giorno a seconda della posizione del sole; nei mesi invernali le lamelle si possono inclinare per regolare il passaggio del vento e della pioggia.

Per ulteriori approfondimenti: Testo Unico in materia di edilizia (2001)