Imola. Il programma di ristrutturazione delle case popolari prosegue grazie all'impegno congiunto del Comune e della Regione Emilia-Romagna. Infatti, attraverso l'assegnazione da parte della Regione di circa 374mila euro e grazie all'impegno finanziario del Comune per ulteriori 230mila euro saranno recuperati 29 alloggi attualmente sfitti, dislocati in varie parti della città. Gli appartamenti risistemati e pronti per essere affittati a canone sociale, si aggiungeranno ai 26 alloggi attualmente già disponibili e saranno assegnati secondo la graduatoria comunale. I lavori di miglioria e di adeguamento funzionale consistono nel ripristino degli infissi danneggiati, nella tinteggiatura degli ambienti, fino alla messa a norma degli impianti elettrici e idraulici e a tutti quei lavori, che consentono di rendere abitabili alloggi attualmente sfitti perché inagibili. I 230mila euro sono finanziati dal Comune con il ricavato dalla vendita di alloggi Erp. “La precarietà del lavoro e l'impoverimento delle reti familiari ha generato una crescita del disagio abitativo. Con questo intervento andremo a recuperare un pezzo importante di patrimonio pubblico che consentirà a diverse famiglie di avere a disposizione una soluzione abitativa a canone sociale”, commenta Roberto Visani, assessore alla Casa ed alle Politiche sociali.

Ma lo Sportello Antisfratto non è per nulla d'accordo con le politiche abitative della giunta Manca: “La recente pubblicazione della nuova graduatoria Erp denota un aumento delle domande: 308, cioè 69 in più rispetto alle 239 dello scorso anno. Questi dati, che confermano il bisogno di un maggior sostegno abitativo per le persone e le famiglie in difficoltà economica, stridono ancora di più con l'ennesimo bando di vendita delle case popolari operato dall'Amministrazione comunale nei mesi scorsi, e la previsione di ulteriori vendite di alloggi Erp per 400mila euro nei prossimi due anni. Un'Amministrazione che per anni ha puntato sulla svendita delle case popolari per trovare i soldi per le manutenzioni del
patrimonio immobiliare rimanente non ha in realtà nessun interesse ad affrontare il problema abitativo, anzi lo peggiora anno dopo anno, vendita dopo vendita. Non dimentichiamo poi che è uscita anche un'altra graduatoria, quella per gli alloggi a canone calmierato di via Giovanni X. Questa invece è
andata praticamente deserta, con solo 7 nuove domande per 34 alloggi, in un edificio ancora in gran parte vuoto a 5 anni dall'inaugurazione. Il numero delle case popolari va aumentato, non diminuito. Si potrebbe cominciare trasformando in case popolari gli alloggi nuovi e sfitti da 5 anni in via Giovanni X”.

Ma quelli di via Giovanni X, precisa l'Amministrazione, sono alloggi dell'Acer e il Comune dovrebbe comprarli a costi prevedibilmente alti.