Imola. C'è un interssante gruppo di personaggi del territorio circondariale fra coloro che hanno dato la loro disponibilità a candidarsi nelle liste di “Liberi e Uguali”, la formazione di sinistra che ha come leader nazionali Pietro Grasso Pier Luigi Bersani Vasco Errani e Laura Boldrini, in Emilia Romagna. Spiccano la presidente del consiglio comunale di Imola Paola Lanzon (anticipazione data da www.leggilanotizia.it), il consigliere comunale che ha fondato la lista a piazza Matteotti Domenico Errani, Emanuela Liverani e Corrado (detto Dino) Bufi per Sinistra Italiana, Stefania Pernisa, Giuliana Pigozzi e Mahmoud Baversad. Naturalmente per ora sono solamente candidabili e la decisione finale sulle candidature alla Camera e al Senato (uninominale e proporzionale) arriverà subito dopo un'assemblea regionale del 28 gennaio.

Tuttavia è probabile che Lanzon, per il ruolo istituzionale e non solo che ha a Imola e come donna (nelle liste ci sono le quote rosa), Liverani per la sua coerenza politica e Domenico Errani che ha avuto un ruolo decisivo nella nascita di Articolo 1, i fuoriusciti dal Pd poi entrati in “Liberi e Uguali”, siano candidati. Magari Lanzon nel proporzionale alla Camera  a Imola ed Errani nel proporzionale al Senato a Imola e in tutta la Romagna per dar voce al mondo agricolo lasciato a lungo solo dalle istituzioni proprio nel momento del bisogno. Fra l'altro, secdondo un sondaggio commissionato da Forza Italia sull'Emilia Romagna, LiU in regione sarebbe accreditata di quasi il 10% dei voti. Sono solamente sondaggi e ciò non significa che qualche imolese andrà in Parlamento: anzi le probabilità sono minime. Tuttavia alcune candidature potrebbero essere un buon trampolino di lancio in vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio a Imola. Lanzon ed Errani hanno fatto capire più volte di non volersi alleare assolutamente con il Pd guidato sul Santerno dal segretario Marco Raccagna. Lanzon come candidata a sindaco di “Liberi e Uguali, l'ipotesi per ora è solo fantapolitica, potrebbe raccogliere parecchi consensi.

(Massimo Mongardi)