Imola. Forse si tratta dell'ultimo capitolo di una vicenda che, diversi anni fa, fece parecchio scalpore in città perché coinvolse anche una persona nota nel mondo della politica locale. Si trattava di un dipendente dell'Inps che, abusando della sua funzione di addetto al pagamento delle pensioni, con l'aiuto di due complici, si era appropriato di ratei di pensione non riscossi dai familiari di persone decedute, per la cifra considerevole di 400mila euro. I tre, che furono tutti condannati per frode informatica con pene che variano da un anno e due mesi a due anni e 8 mesi di reclusione, si fingevano eredi legittimi di persone defunte e intascavano così le rate non dovute. Le indagini avevano portato all'esecuzione di numerose perquisizioni e di un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del dipendente imolese dell'Inps.

Dando esecuzione alla sentenza definitiva di condanna, ora i beni in precedenza sequestrati sono stati confiscati, sottraendoli definitivamente alle persone, dalla polizia di Bologna e dalla Guardia di finanza di Imola che, proseguendo un'attività avviata nel 2013, hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Bologna.