Giorno della Memoria in Romagna, gli ebrei nel territorio e, più in particolare, la Brigata Ebraica: cosa era, cosa ha fatto? Ebbene, ricordiamo le lapidi, i cippi, i monumenti a lei dedicati: a Riolo Terme una lapide in piazza Mazzanti ed un parco e un monumento in località Cuffiano; a Castelbolognese un monumento in località La Serra; a Brisighella una targa in località San Ruffillo; a Casola Valsenio una targa nel cimitero di Zattaglia; a Ravenna una strada dedicata appunto alla Brigata Ebraica a Mezzano; ad Imola un monumento sul lungofiume Santerno; a Faenza una lapide sul ponte sulla via Emilia; a Pesaro una lapide sul ponte sul Foglia; e poi, caduti ebrei sono sepolti nel cimitero “inglese” di guerra di Piangipane (Ravenna), in quelli di guerra di Forlì e Faenza ed in altri ancora. E poi, sono tante le lapidi in memoria dell'olocausto in vari comuni della Romagna, mentre Lugo ospita uno dei maggiori cimiteri ebraici “storici” ancora esistente.

Una storia, questa degli “ebrei combattenti”, che tocca da vicino le nostre zone, poco nota e ricordata soprattutto dai reduci del Gruppo di combattimento Friuli che operarono a stretto contatto con la Brigata Ebraica: che agì in Romagna e contribuì allo sfondamento della Linea Gotica sul Senio nell'aprile del 1945 lasciando caduti e feriti.

Nel Giorno della Memoria pare dunque necessario non solo ricordare l'orrore dei campi di sterminio, ma anche eventi che ci hanno toccato da vicino.
Proprio per ricordare tale storia è appena uscito un libro dedicato a “La Brigata Ebraica 1944-1946” per la Bacchilega Editore, scritto dal Rabbino Luciano Meir Caro e da Romano Rossi, che da anni si occupa di tali argomenti.
L'accurata ricerca, corredata da belle e per lo più inedite foto, ripercorre le vicende di quegli ebrei che volontariamente si arruolarono nell'esercito degli Alleati per combattere contro la barbarie nazifascista (sfatando il logo comune degli “ebrei inani e passivi”) fino a quello che fecero nell'immediato dopoguerra, quando occorreva sostenere ed aiutare i pochi disperati superstiti della Shoa. Ben oltre 30.000 ebrei si arruolarono dalla Terrasanta negli eserciti alleati e 5.000 nella sola Brigata Ebraica, oltre alle altre decine di migliaia provenienti dai vari paesi belligeranti ed a quelli attivi nelle formazioni partigiane, dando così un grande contributo alla lotta contro il nazifascismo: una storia dalle dimensioni importanti, ma poco nota.

Il volume affianca ad una rigorosa ricostruzione storica varie testimonianze di protagonisti e documenti essenziali per questa storia (il Diario di guerra della Brigata Ebraica, notizie sugli alleati, sui caduti, su quanto fecero oltre ai combattimenti, ad esempio la costruzione di ponti, l'opera di sminamento, ecc.).
E, ultimo ma non meno importante, non a caso ma per i succitati fatti storici di recente il Parlamento ha approvato con apposita legge la consegna della “Medaglia d'oro al valor militare” alla Brigata Ebraica.

(Marco Pelliconi)