Uno dei sistemi più semplici e più utilizzati per fare fronte ad una esigenza di spesa più o meno imprevista è quello di accedere ad un finanziamento in denaro.

Tra i prestiti non finalizzati il più diffuso è il prestito personale. Si tratta di un finanziamento flessibile che consente di ottenere una somma di denaro, senza dover giustificare la finalità di utilizzo della stessa, con l'impegno di rimborsarla a rate secondo un piano di ammortamento definito con il contratto.
Può essere richiesto ed erogato con diversi scopi: per acquistare beni di consumo (automobile, abitazione, arredamento, elettrodomestici, vestiti, ecc.), per ristrutturare la propria casa (edilizia), per saldare altri debiti o prettamente per possedere una disponibilità immediata di denaro contante (prestiti di liquidità).

Uno dei suoi vantaggi consiste nella possibilità di personalizzare sia l'ammontare della rata che la durata del prestito. La banca o l'istituto di credito concede il finanziamento a tasso fisso, da restituire seguendo un piano rateale costante. Il rimborso del finanziamento può avvenire attraverso trattenuta sul conto corrente o tramite bollettini postali. Scegliendo la soluzione del prestito personale potrete ricevere la somma richiesta, personalmente, tramite accredito sul conto corrente.

Il mercato del credito al consumo ha dimostrato, negli anni recenti, la tendenza ad ampliare
la quota di mercato riservata ai prestiti personali a svantaggio della quota riservata alle
operazioni di finanziamento finalizzato.
Le richieste di finanziamento presentate dalle famiglie italiane al sistema bancario/finanziario
si sono dimostrate progressivamente meno dipendenti da fabbisogni finanziari
contingenti e hanno riguardato importi sempre più elevati (oltre la metà dei finanziamenti
richiesti è stata negli anni recenti superiore a € 15.000) e scadenze più lunghe (la maggior
parte dei prestiti erogati negli anni recenti ha una durata superiore a 5 anni).

Il finanziamento può essere erogato da un istituto o società di credito autorizzata (ad esempio una banca), ma anche da un privato cittadino. Tuttavia per non incorrere in brutte sorprese è importante fare affidamento a realtà riconosciute per l'elevata specializzazione e l'affidabilità, ad esempio i prestiti personali IBLBanca sono una realtà consolidata a livello nazionale.

Il prestito personale può essere concesso a lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, artigiani ed imprenditori in possesso di una regolare busta paga, o che possano esibire una dichiarazione dei redditi o il cedolino della pensione. Il soggetto che ne fa richiesta deve essere un cittadino italiano, oppure uno straniero residente in Italia da almeno 1 anno, con un'età compresa fra i 18 e i 70 anni. È requisito fondamentale anche avere una buona posizione creditizia: non essere quindi un cattivo pagatore, non avere protesti e non essere in ritardo nel rimborso dei finanziamenti in corso. Per richiedere un prestito personale che abbia chance di essere concesso, è importante inoltre che l'importo sia proporzionato al reddito percepito. Nel caso in cui non vi siano queste condizioni è necessario un garante oppure si può chiedere comunque il finanziamento agevolato con trattenuta sullo stipendio o sulla pensione quali la cessione del quinto o il prestito con delega.

Prima di procedere con la ricerca e la richiesta di un prestito personale è però importante sapere di cosa si tratta e quali sono le sue caratteristiche fondamentali. Qui potete consultare una chiara e semplice guida in 8 punti che vi guiderà nella richiesta di un prestito personale.

La legge stabilisce che un contratto di prestito personale deve contenere i seguenti elementi:
– la tipologia del finanziamento;
– l'ammontare del prestito e le modalità del finanziamento;
– il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
– il TAEG ( Tasso Annuo Effettivo Globale) che indica il costo complessivo del finanziamento richiesto su base annua;
– il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) ossia il valore medio del tasso applicato dalla banca a categorie omogenee di operazioni creditizie (ad esempio aperture di credito in c/c, crediti personali, leasing, factoring, mutui) nel secondo trimestre precedente.
– le eventuali garanzie richieste;
– le eventuali coperture assicurative richieste e non incluse nel calcolo del TAEG.

Il mancato puntuale pagamento anche di una sola rata autorizza l'Istituto finanziatore a risolvere unilateralmente il contratto.

E sempre possibile estinguere il prestito anticipatamente rispetto al termine concordato. Al cliente verrà richiesto di rimborsare il capitale residuo ancora dovuto, maggiorato di una penale che, per legge, non può essere superiore all'1% dell'importo finanziato.
Qualora il contratto non specifichi qual è l'importo del capitale residuo dopo ciascuna rata di rimborso, si deve intendere come capitale residuo la somma del valore attuale di tutte le rate non ancora scadute alla data del rimborso anticipato.