Bologna. Pur messa a rimborso per due volte, per una cifra complessiva pare di 166 euro, la spesa dell'acquisto del sex toy da parte dell'allora consigliera regionale del Pd Rita Moriconi (si autoaccusò dello “errore” un suo collaboratore) risulta carente “dell'elemento psicologico” del reato, il dolo insomma.

Questo sta scritto nella sentenza che ha invece condannato l'ex capogruppo del Pd in regione Marco Monari a 4 anni e 4 mesi per peculato. La sua, si legge, è stata “una condotta fraudolenta connotata dall'assoluto disprezzo del pubblico denaro”. Non un reato di poco conto, anzi. Oltre alla condanna è quel “disprezzo” del denaro – dei contribuenti – che fatica a essere digerito, e per fortuna, da quella sinistra che ora non bastasse si vede pure candidare Pierferdinando Casini a Bologna. Così, forse per provare che tutto in Emilia-Romagna è veramente possibile.

Insomma, se la condanna di Monari è stata durissima tutti gli altri esponenti Dem se la sono cavata con una assoluzione piena. Un buffetto anche per condotte “di disinvolto utilizzo dei fondi regionali, contrario ad ogni regola di buona gestione del pubblico denaro – ma – non sono ritenuti di rilievo penale in assenza di ulteriori dati”.

Rimane, e sia detto per intero, che non si vuole assolutamente collegare il ragionamento che verrà alla vicenda incorsa alla ex consigliera, o imputare alcunché ai giudici, ma quell'elemento psicologico che manca parrebbe quasi una nota stonata.
Certamente, nel caso di scuola, sappiamo che se compio un'azione da me non voluta (elemento psicologico) e danneggio un terzo sono sì responsabile ma non compio un reato. Rispondo della mia colpa, e finisce qui.
In astratto appare giuridicamente inconsueto che una spesa della quale è fuori di dubbio la non attinenza all'attività politica o, ancora meno istituzionale di un ente pubblico, possa essere carente, se me la faccio rimborsare, di quell'elemento psicologico che fa mutare la colpa in dolo.
Per capirci, credo che chiunque di noi sappia perfettamente che una sega (sega circolare, per non scrivere vibratore) non serve per fare attività politica sul territorio. E credo anche che qualsiasi rappresentante dei cittadini sappia, o almeno concretamente supponga, che se la faccio pagare dai contribuenti è cosa diversa dal pagarla di tasca mia.

Comunque, poi ci pensa un romagnolo doc, Thomas Casadei, anche lui ex consigliere Pd in regione, a finire la storia perché quando la natura chiama al bagno bisogna andarci, e pure di corsa. E ci sta pure – in questo caso pienamente legittimo – che il bagno glielo paghiamo noi.

(Verner Moreno)