Il 23 giugno 1944 un delegato della Croce Rossa Internazionale viene incaricato di compiere un'ispezione in Germania nei campi in cui sono detenuti i prigionieri di guerra. Obiettivo della missione: verificare l'effettiva applicazione dei trattati internazionali.

L'episodio è realmente accaduto, ma cosa accade realmente in quei campi?
Il comandante del campo, avvisato in anticipo dell'ispezione, prepara a tavolino la messinscena di una città modello  con un ebreo che si ritrova ad essere complice di questa scellerata finzione. “Fintanto che siamo qui, non siamo sul treno”, l'ebreo dirà agli altri ebrei, su consiglio del comandante, per convincerli a collaborare alla realizzazione dell'inganno. Il delegato non ha il coraggio di aprire gli occhi su quello che sta avvenendo. In fondo nessuno degli ebrei ha chiesto aiuto.

Siamo a  Terezin un campo molto particolare nel panorama della Shoah. I nazisti fecero credere al mondo che il Terzo Reich trattasse in modo umano i prigionieri nei lager e che l'eliminazione degli ebrei fosse solo una menzogna.
Una importante testimonianza è quella della sopravvissuta Helga Weiss, all'epoca dell'ispezione quindicenne, che descrive e disegna quello che visse nel campo di Terezin nel suo diario pubblicato: “In serata arriva l'ordine e al mattino ecco già tutti con gli occhi sgranati a chiedersi da dove questa cosa o quell'altra siano spuntate fuori”.

Il testo “Là cammina un uomo vivo” messo in scena da Tilt è tratto dall' “Himmelweg” di Juan Mayorga.

La narrazione del delegato si svolge nel presente e prende le mosse dal ritorno sul luogo degli eventi. Tra le righe Mayorga insinua una domanda: siamo certi che altri – anche tra noi – avrebbero saputo comportarsi diversamente?
La domanda viene realizzata sulla scena con la scelta di “moltiplicare” la figura del delegato in più delegati, a rappresentare il pubblico con il quale si confondono nella scena iniziale.
Analoga operazione viene fatta per gli altri due personaggi chiave dello spettacolo: il comandante tedesco e Gottfried, l'ebreo individuato come interprete per comunicare con gli altri deportati.

Lo spettacolo si svolge nell'ambito del Giorno della memoria e va in scena al Teatro Lolli (via Caterina Sforza 3) sabato 27 e domenica 28 gennaio alle 21 con una replica riservata alle scuole sabato alle ore 10, è aingresso è libero.

La regia è di Cristina Gallingani e Luigi Tranchini, con Rosa Alfieri, Letizia Bassi, Elisa Campolucci, Corrado Dal Pozzo, Primo Fabbioni, Cristina Gallingani, Valda Garuti, Daniela Gentilini, Stefania Marinaccio, Beatrice Paoletti, Orfeo Raspanti, Luigi Tranchini, tecnico Luca Tanieli.

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(v.g.)