Forse, e dico forse, un giorno riusciremo a renderci conto, a comprendere la realtà che ci circonda, ad analizzarne i precisi contorni e a cercare di individuarne le ombre, anche quelle più recondite e segrete. In realtà, già ora, non vi è nessuna ombra e nessun segreto: quello che accade attorno a tutti noi appare con una chiarezza ed una determinazione che ci sorprende nella medesima intensità della nostra colpevole indifferenza. Indifferenza colpevole: non si individuano assolti.

Siamo in presenza di una delle idee più dirompenti del secolo appena trascorso. L'individuazione di un sistema di vendita-commercio che invece di proseguire sulle orme di un passato, seppur glorioso ed appagante, ha cercato con determinazione, di individuare una nuova strategia, un percorso futurista e futuribile, una strada mai percorsa.
L'idea dirompente e vincente si è concretizzata all'interno delle nostre stanze più intime, i luoghi dei nostri desideri e delle nostre necessità: seduti di fronte allo schermo del nostro computer (che oggi ha assunto le forme più strane ed impensabili fino a poco tempo fa) possiamo raggiungere la materializzazione dei nostri desideri e riusciamo a raggiungerli persino ad un prezzo scontato.
Ci troviamo a scorrere alcune immagini, descrizioni accurate ed invitanti sempre saldamente ancorate a criteri di veridicità, digitiamo alcuni caratteri all'interno di spazi ben delimitati, riceviamo ogni sorta di assicurazione e il gioco è fatto. Basta con quelle inutili visite all'interno di immensi negozi, non se ne può più di quel sistema di mal celato imbonimento di certi commessi o titolari di negozi e, per finire, ma non da ultimo, davvero basta a prezzi esorbitanti ed ingiusti.

Così, mentre noi si gioca con i simboli della nostra tastiera, dall'altra parte, quasi in silenzio, è cresciuto un essere che ha fatto del guadagno la sua unica ragione di esistere, e che vede nell'incremento del proprio interesse la sola valida ragione della propria esistenza: in breve tempo ha raggiunto margini di profitto impensabili, diffusione operativa a livello planetario ed estensione dell'offerta fino ai minimi dettagli.

Le cronache che ci riportano i dati statistici, affermano trattarsi di un'operazione che ha raggiunto vette di ricchezza tra le più alte del mondo intero, capace di rivaleggiare con gli inventori dei prodotti vincenti per eccellenza.
Leggere le cifre che simboleggiano tale ricchezza non risulta facile: la maggior parte di noi si troverebbe in difficoltà nell'individuare un termine di paragone a tanta ricchezza.

Bene, direte voi, raggiunto il traguardo ci si siede e ci si riposa. Niente di più banale ed inesatto: il raggiungimento di una meta deve essere di stimolo per il conseguimento di nuovi traguardi più ambiziosi. Così, in barba ai risultati raggiunti, il nostro riccone ha pensato bene di non fermarsi e di cercare di individuare forme di guadagno ancora più vistose fino a cercare e scoprire nuove forme di introiti, di margine, di risparmio sui costi.
E' notorio che uno dei costi maggiori per le aziende risiede nella prestazione di opera: il lavoro. Quindi, il passo è breve: lavoro indicizzato, a prestazione, a tempo, a progetto, a termine. Non sazi, ci si è interrogati circa il nostro preciso comportamento durante tale lasso lavorativo per quanto beve esso sia: la necessità di controllo, il timore che anche per un solo breve momento noi ci si possa fermare a riflettere, magari a soffiarci il naso, per non parlare di quel novello foruncolo, là nella coscia sinistra, che ci prude impunemente.
Sono spuntate telecamere un po' qua e un po' là oltre a sistemi di quantificazione di opera che fanno impallidire l'obsoleto concetto di lavoro a cottimo. Qualcosa di meglio di un sistema che sia in grado di monitorare con assoluta precisione tutti i nostri movimenti, gli spazi di attività, le mosse “produttive”? Al momento non si è riusciti ad individuare sistema più efficace e risolutore, ma state pur certi che è solo questione di tempo.

Alla stregua della bellissima canzone di De Andrè, immediato il coro delle cicale si è fatto sentire: alti esponenti del governo individuano la necessità di valutazione, immediata convocazione di un tavolo di confronto e irritati rappresentanti sindacali affermano essere ancora molto lunga la strada verso l'affermazione della dignità del lavoro. Bene, bravi, bis!

In attesa che dalla nostra cameretta sede dei nostri sogni elettronici ed informatici, luogo demandato ai nostri desideri finalmente appagati in un clic, noi si venga prelevati e trasportati dal fabbro che ci fermerà ben stretta la moderna copia della cintura di castità famosa nell'epoca medievale, sarebbe opportuno cercare di individuare, con discreta precisione, cosa si nasconda nel retro degli specchi che ci attorniano oramai da tutte le parti. E che si cerchi di comprenderne la natura, le cause, le segrete ambizioni, i reali costi. Nella speranza che non sia troppo tardi.

(Mauro Magnani)