Faenza. Arrivata l'ufficializzazione della candidatura del Senatore uscente di Stefano Collina parte la campagna elettorale per l'esponente faentino. In lizza per bissare la presenza a palazzo Madama, Collina si trova candidato nella lista uninominale del collegio di Ravenna-Forlì. Lo abbiamo incontrato ed intervistato su alcuni temi che caratterizzeranno la sua campagna elettorale.

Senatore Collina soddisfatto per la candidatura rinnovata?
“Direi che questo è un fatto importante per tutto il territorio. Per questo sono grato al partito Democratico che ha voluto rinnovarmi la fiducia dopo la mia prima esperienza in Senato. E' una cosa non scontata e banale, quella intrapresa dal Pd, che punta a valorizzare il rapporto di fiducia e attenzione tra territori ed eletti. E' un rapporto bidirezionale che deve essere responsabile e ambivalente. Da una parte la politica locale deve sempre di più tenere un rapporto diretto con i propri rappresentanti nell'istituzione centrale e viceversa i rappresentanti chiamati a Roma devono saper cogliere, promuovere e realizzare le istanze che arrivano dai territori dai quali sei stato chiamato alla rappresentanza istituzionale”.

Si preannuncia una campagna elettorale difficile. Quali saranno i suoi cavalli di battaglia per cercare di migliore e accrescere il consenso attorno alla sua candidatura?
“Come esponente del Partito Democratico credo soprattutto nel dialogo e nel confronto dal basso. Nella prima legislatura alla quale ho partecipato mi sono occupato di volontariato, Terzo settore ma anche cultura, agricoltura, turismo. Sono tutti ambiti che il territorio dal quale provengono intercetta in maniera concreta, quotidiana quasi intima. Per questo continuerò a lavorare per migliorare e dare ulteriori possibilità di crescita e sviluppo su questi settori”.

Quali le priorità presenti sul territorio per le quali crede si debba ancora lavorare?
“Innanzitutto il grande patrimonio legato al volontariato. Una risorsa straordinaria che oggi, anche grazie alle leggi approvate dal Governo uscente, trova maggiore attenzione. Bisogna capire adesso come le leggi fatte (dopo di noi, questione femminile, terzo settore) possano trovare coinvolgimento sociale e comunitario concreto. Dobbiamo saper costruire strade perché i territori possano rendere esigibili i nuovi diritti che nascono e si sviluppano e che la politica ha l'obbligo di recepire e normare nel migliore dei modi”.

Altre priorità?
“Sicuramente la cultura e il turismo. Si tratta quindi di rendere capace il territorio di costruire reti di eventi, situazioni per promuoversi e saper emergere in maniera qualitativa. Non da meno è il ruolo delle istituzioni e degli enti locali che dobbiamo cercare di fare in modo che possano organizzarsi, parlarsi e confrontarsi in maniera più semplice e continuativa. Un compito non sempre semplice ma sul quale la mia intenzione è quella di operare in maniera concreta”.

Un tema però da non sottovalutare è quello della sicurezza. Non c'è sviluppo senza un ambiente capace di poter operare senza ostacoli. Cosa propone il sentore Collina sul tema?
“Il tema della sicurezza è strategico e imprescindibile. Per questo dobbiamo dare risposte sia ai cittadini che ai territori. Dobbiamo prima trovare una chiave di lettura alternativa all'impostazione imperante e pericolosa del 'farsi giustizia da soli”. Non fa parte della nostra cultura e della nostra società. Per questo una proposta sul quale il mio impegno sarà totale è quello dell'inasprimento delle pene per la violazione di domicilio. Non basta aver, ad esempio, approvato una crescita detentiva a 4 anni per i furti come abbiamo fatto con il Governo. Dobbiamo tutelare a priori il domicilio e l'incremento della pena può rappresentare un efficace deterrente”.

Questione agricoltura. L'Italia è uno scrigno straordinario di prodotti agroalimentari. La Romagna, da sempre, gioca un ruolo strategico in questo comparto. Quali risposte bisogna dare?
“Innanzitutto puntare sull'export. Ci voleva il presidente americano Donald Trump e le sue idee sui dazi protezionistici per farci capire il peso che abbiamo in questo settore. Per questo e per dare una risposta a tutte quelle aziende e soprattutto, in Romagna, cooperative che esportano prodotti agroalimentari dobbiamo combattere barriere e steccati. In Italia anche Salvini vuole mettere dazi senza però sapere che in America comprano prodotti dall'estero mentre noi li vendiamo, soprattutto oltre confine. Sono risposte anacronistiche, inefficaci e sbagliate che non aiutano un comparto e un'economia che invece ha bisogno di sempre maggiore libero mercato”.

Infine una domanda sul lavoro. Riforme sul tema il governo ne ha realizzate diverse. Si può comunque migliorare qualcosa?
“E dovrà essere una priorità. Dobbiamo riuscire a dare qualità al lavoro. Il cambiamento della società e dell'economia che abbiamo e stiamo attraversando è un cambiamento epocale. Indietro non si può tornare. Servono risposte nuove, adeguate e capaci di dare opportunità alle nuove generazione, possibilità di investimento alle imprese e tutele a chi oggi un lavoro ce l'ha”.

(a cura di m.z.)