Lugo (Ra). Si parla molto di lavoro, in questa campagna elettorale, ma, si evita una discussione importante: di quale lavoro si parla? E' per questo che il giornale leggilanotizia.it ha deciso di dare il proprio contributo al dibattito elettorale organizzando un incontro, sul libro che raccoglie le riflessioni di Bruno Trentin. Lo abbiamo fatto insieme a Legacoop Romagna e Cgil.

Quando viene eletto segretario generale della Cgil, nel novembre 1988, il primo obiettivo che si pone è la riforma del sindacato. Un rinnovamento profondo, radicale – scrive Iginio Ariemma nella presentazione dei diari -. Il punto di partenza è la crisi del fordismo. Anche in Italia, alla fine degli anni Ottanta, le grandi fabbriche e la produzione di massa standardizzata entrano in crisi. E' in corso una nuova rivoluzione industriale che ha come segno distintivo l'informatica e l'economia digitale. Si riduce il peso della classe operaia e si frantuma. Il sindacato ideologico, se pure aveva una ragione d'essere nel passato, oggi non ce l'ha più. Si tratta di ricercare un nuovo fondamento al sindacato, nuovi motivi di solidarietà tra i lavoratori.
Nasce così il sindacato dei diritti, che pone la persona del lavoratore al centro della propria iniziativa, prima della classe, che considera prioritarie la libertà e l'eguaglianza delle opportunità non l'astratta eguaglianza, che pone nuovi vincoli all'attività sindacale quali la parità dei generi, la difesa dell'ambiente, la formazione permanente e il controllo del processo produttivo. Un sindacato che è parte integrante dell'Europa sociale e politica. Significative oltreché affascinanti sono le descrizioni dei viaggi e degli incontri di Trentin in Europa, negli Usa e in larga parte del mondo con il fine di dare una nuova dimensione internazionale alla Cgil.