Imola. L'incontro organizzato da Liberi e Uguali con Lucio Cavazzoni (presidente di Alce Nero, azienda storica di prodotti biologici) è stata l'occasione per incontrare Paola Lanzon, ex presidente del Consiglio comunale di Imola, candidata alla Camera dei Deputati nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo per la formazione guidata da Pietro Grasso. E il punto di partenza non potevano che essere le parole di Cavazzoni: “Non c'è scelta diversa possibile: l'agricoltura deve smettere di inquinare e il cibo buono che ne deriva deve assolutamente perseguire la salute delle persone, quella degli animali, la salute della terra, dell'acqua e dell'aria. E' quindi di fondamentale importanza che il tema dell'alimentazione debba tornare al centro dell'agenda politica. Gli agricoltori devono recuperare il loro ruolo, un ruolo di fondamentale importanza all'interno della nostra socialità e della nostra politica. Il ministro Martina ha lavorato bene, anche se restano molte cose da fare e in modo particolare occorre stabilire che il prodotto alla vendita del frutto dell'agricoltura non può essere inferiore al costo di produzione.”

Interessante l'intervento di Lucio Cavazzoni e molto bella la sua immagine quando afferma che il biologico è una promessa di vita e devo ammettere che tra tutte le proposte e promesse fin qui udite (e siamo appena a metà della campagna elettorale) sentire parlare di agricoltura evidenziandone tutte le criticità e potenzialità, non udire la solita ridda di promesse più o meno realizzabili e, ma non da ultimo, sentire apprezzare il lavoro di un politico (ministro) di un altro partito non è cosa di tutti i giorni.
“I buoni risultati e le capacità, pur di un'altra posizione politica, non possono essere sottese: occorre proseguire nel cammino, perfezionare, migliorare, individuare nuovi indirizzi, più ambiziosi ed importanti”.

Quali sono i motivi della sua rottura con il Pd Imolese e, ovviamente, con quello nazionale?
“Per quanto mi riguarda la fedeltà ad un'idea deve restare al di sopra di ogni altra condizione: vedere che dopo il pesante risultato al referendum costituzionale, Renzi non mantiene fede alla parola data e non se ne va, dovere assistere a persone amiche e compagni di partito che nel volgere di un attimo mutano bandiera e iniziano a parlare male e ad inveire contro persone che fino ad un attimo prima rappresentavano il riferimento, lo scopo, il fine, mi ha fatto male. Non ho più avvertito il senso di appartenenza a questo insieme”.

Ho avuto modo di ascoltare Vasco Errani, a Bubano, sottolineare la necessità di una lotta senza quartiere all'evasione fiscale individuando uno strumento indispensabile nella moneta elettronica. Che ne dice?
“La lotta all'evasione fiscale deve essere vincente, al fine di recuperare disponibilità per poter gestire altre problematiche che sono e saranno al centro della nostra azione politica: il lavoro, la dignità delle persone, la salute dei cittadini”.

Sa che alcuni economisti arrivano a sostenere la necessità di eliminare la maggior parte delle banconote e di coniare solo monete fino al valore di 10 €: riesce ad immaginare le conseguenze? Spacciatori costretti a girare con un carrettino porta-monete e mafiosi che organizzano trasporti su tir per il loro incasso. Ride apertamente la Lanzon…
“Un'idea non male che fa sorridere, ma non solo”.

Si attende a Roma problematiche sociali e politiche diverse da quelle locali?
“Non troppo. Ovviamente dimensioni diverse ma sostanziale uguaglianza. E' di fondamentale importanza individuare le difficoltà, comprenderne le dimensioni e le criticità e poi portare avanti le proprie idee.”

Mi sia consentito un ritorno a problemi di carattere locale: la sua idea circa il proliferare della nascita di tante liste civiche?
“Troppi spazi vuoti lasciati dalla politica creano la difficoltà per il cittadino nell'individuare rappresentanza precisa della propria idea e, sorride, occorre con attenzione individuare le liste vere da quelle civetta …”.

Quale per lei la ragione di tanta violenza da parte di uomini verso le donne?
“Un problema che non dovrebbe esistere, del quale non dovremmo parlare e, al contrario, ci costringe data la sua attualità ed intensità. Individuo nella permanenza del 'patriarcato' la residualità della dura violenza maschile. Un aspetto della nostra società che deve essere alla massima attenzione di tutta la forza politica e sociale del nostro paese”.

Qualcosa che vuole ancora aggiungere?
“Desidero sottolineare con forza l'indispensabile onestà nelle Istituzioni, il traguardo di una vera parità tra donna ed uomo. Individuo un altro problema nella precarietà dei tanti lavoratori dello sport: ci piace guardare le competizioni, le gare e troppo spesso ci dimentichiamo di quanto lavoro vi sia dietro e di quanti lavoratori prestino la loro opera nella quasi totale assenza di copertura assistenziale ed assicurativa”.

(Mauro Magnani)