Giorgia Meloni ha attaccato la sinistra sulle foibe postando una foto dove si vedono militari che fucilano dei civili: peccato che non si trattasse di partigiani comunisti di Tito che fucilavano degli italiani, bensì di militari italiani che fucilavano civili slavi! Un errore sintomo della superficialità e del pressapochismo di questi tempi.

“C'é una grande confusione sotto il cielo, la situazione é eccellente!”: questa massima attribuita a Mao Tse Tung andava di moda parecchi anni fa, ma é in parte attuale, ora mi pare che la confusione continui ad essere grande, anzi massima, ma che la situazione sia molto preoccupante.
La cronaca porta alla nostra attenzione fatti gravi, anzi gravissimi, come quelli di Macerata, ed altri, sia pur minori, anche qui, in Emilia e nella nostra Romagna.

Eppure, le letture sono difficili e spesso distorcono la realtà dei fatti.

Vediamo: razzismo – fascismo – xenofobia; accoglienza – integrazione – multiculturalità; esuli – profughi – migranti – immigrati – richiedenti asilo; democrazia – diritti – partecipazione; populismo – demagogia – democrazia – partecipazione, eccetera eccetera…

Ormai si usano nel linguaggio quotidiano, non solo da parte della gente, ma prima di tutto dai media e dai politici, termini e formule in modo approssimativo, fuori dal contesto e con significati impropri che stravolgono i concetti espressi dalla lingua italiana, per la quale ogni termine ha un significato suo proprio e preciso: questo utilizzo sbagliato delle parole contribuisce a creare ed aggravare la confusione delle persone, poiché é evidente che se non sono chiari i concetti-base, le idee sono confuse in generale e le possibili soluzioni dei problemi si nascondono in una specie di nebbia indistinta.

Purtroppo, nel mezzo di una campagna elettorale i politici si dedicano ad imbonire l'elettorato con promesse e slogan ed a delegittimare l'avversario, perdendo di vista la cosa più importante, cioè la definizione di risposte realistiche ai problemi ed ai bisogni concreti della popolazione.
E questo, se è grave riferito ad una parte importante del mondo politico, purtroppo è ulteriormente aggravato da altri fattori: da un andazzo simile da parte dei media, stampa, tv e (soprattutto) social, che non contribuiscono a spiegare ed approfondire, ma, quando va bene, riportano pedantemente le parole dei potenti.

Si diffondono dei “miti” come quello di “Italiani brava gente”, che non avrebbero mai fatto crudeltà e cattiverie, smentiti dai fatti, come testimonia l'episodio della Meloni: il nostro paese non ha mai fatto fino in fondo i conti con la storia, non ha mai del tutto portato a compimento la sua “defasistizzazione”. Perché ci fu il fascismo? Come poté reggere 20 anni e portare l'Italia ad una guerra catastrofica? Come mai all'epoca solo 12 docenti universitari si rifiutarono di giurare fedeltà al regime ed al Duce?
Ed oggi appare assordante il silenzio degli intellettuali, un tempo protagonisti, oggi quasi assenti dalla scena.

Insomma, se le parole non hanno più un senso preciso, se non sono ancorate a concetti chiari e definiti, se non si approfondisce lo studio della storia, é inevitabile che si crei grande confusione nella testa delle persone: e non crediamo che la scuola da sola possa supplire a questa situazione, il lavoro da fare é purtroppo enorme e spostato a livelli più generali.

Già Orwell ci aveva spiegato che le dittature non abbisognano più di semplice violenza e sopraffazione, ma bensì di conquistare le nostre menti e forse é quello che sta accadendo oggi anche in tanti paesi europei dove, in situazioni difficili e confuse, si spera nell'”uomo forte”.
Una speranza indubbiamente risiede nell'attaccamento di tanta gente ai valori della nostra Costituzione, e dell'antifascismo, una specie di vaccino contro i totalitarismi, come si è visto per fortuna in questi giorni.

Per finire, con Leggilanotizia cerchiamo almeno di offrire il nostro piccolo contributo.

(Marco Pelliconi)