Imola. “Cinque anni fa denunciammo che i governi stavano smantellando la sanità pubblica a favore di quella privata e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (attuale alleata del Pd, ndr) diceva l'opposto. La relatà è che hanno effettuato 5 miliardi di tagli lineari sulla sanità. Lo sanno che quando una donna sente un dolore alla mammella, vuole fare un controllo e quando le rispondono che deve aspettare 6 mesi, dopo pochi giorni si rivolge al privato che subito permette di conoscere se c'è una malattia grave. Chi può paga, chi non può rischia di crepare. Vogliono aprire delle assicurazioni per curarti, è chiaro dove stanno andando”. Paola Taverna, “pasionaria” del Movimento 5 stelle, si infervora davanti  a quasi un centinaio di persone sotto il Centro cittadino alle 19.30 del 16 febbraio, a due settimane esatte dal termine della campagna elettorale per le elezioni politiche.

“E basta con la storia che il Movimento 5 stelle è contrario ai vaccini – urla la Taverna – non è vero. Mio figlio è stato vaccinato, ma lo abbiamo deciso insieme con il medico di famiglia e i genitori devono avere un ruolo fondamentale. Nonostante questo, ha preso gli orecchioni, ci sono bambini vaccinoresistenti. E hanno reso obbligatori troppi vaccini”.

Ezio Roi, pretore in pensione in città candidato all'uninominale al Senato nel collegio che comprende quasi tutto il territorio imolese, avvalora la sua tesi: “Destra e sinistra ora non esistono più, c'è solo un'alleanza fra gruppi finanziari e grandi banche, la realtà è che le case farmaceutiche impongono tanti vaccini con guadagni immensi. Io vengo dalla sinistra, ma oggi ha abbandonato i grandi ideali del Risorgimento e della Resistenza”. E Claudio Frati, candidato M5s all'uninominale nel collegio di Imola ricorda: “Nel 2013 alle scorse amministrative, il Pd e la coalizione che aveva messo insieme promisero che l'indipendenza della nostra Ausl sarebbe stata garantita. Oggi molti settori sono stati o si stanno spostando verso Bologna e non è sempre vero che nei grandi ospedali si viene trattati meglio che nei piccoli”.

Il raduno a 5 Stelle termina con la speranza dellaa Taverna “di essere nettamente il primo partito alle elezioni del 4 marzo. Poi speriamo di avere l'incarico dal Capo dello Stato e presenteremo alle altre forze politiche il nostro programma, già molto dettagliato. Voglio proprio vedere chi lo scarterterà a priori”.

(m.m.)