Imola. Giordano Zambrini che è stato confermato, all'unanimità, presidente della Cia. e oggi l'unanimità non è più regalo, ma una valutazione vera e quindi gli abbiamo chiesto come giudica questa assemblea.
“La mia impressione parte da una premessa: quest'assemblea elettiva è il frutto, ci tengo a dirlo, di una di una serie di assemblee zonali che ha permesso di iniziare un confronto col territorio e con i soci, e aggiungo che il momento forte della discussione è stato in queste assemblee di zona che hanno eletto i delegati all'assemblea congressuale ed è lì che i partecipanti hanno espresso le loro opinioni sui temi in discussione. In quelle occasioni, più che nell'assemblea congressuale, sono stati chiari e non dimentichiamo che, storicamente, gli agricoltori in certe situazioni si trovano a disagio perché non tutti i sono abituati a parlare in pubblico. La nostra campagna di ascolto, anche personale era importante perché siamo convinti che tra l'associazione e il socio ci vuole un contatto più diretto e stiamo visitando parecchie aziende. Lo faccio anche personalmente, per cercare di capire quelle che sono le problematiche all'interno dell'azienda e anche quelle che sono le visioni del socio; diciamo che i concetti fondamentali sono la redditività delle aziende e che l'associazione si deve impegnare per non essere solo una struttura che svolge funzioni burocratiche ma svolge anche una funzione politica, cioè che sostiene e cerca di risolvere i problemi delle aziende agricole, a partire dai temi della burocrazia. Io parlo per la Cia ma qui ci sta dietro tutto un ragionamento sulla rappresentanza del mondo agricolo che non ha più la capacità di imporsi e stiamo cercando punti di incontro con le altre categorie del nostro territorio (Cna in modo particolare, Confesercenti e Ascom) e abbiamo già stilato protocolli d'intesa per un confronto che ci permetta di arrivare alla definizione di politiche da portare avanti in modo unitario.”

E veniamo all'assemblea regionale, quali le impressioni?
“La valutazione è che l'autoriforma non ha portato delle sostanziali novità, per quello che riguarda, a mio avviso, l'esigenza di rispondere a una domanda che è quella che nasce dall'azienda agricola e che oggi chiede risposte immediate e più efficaci a tutela del proprio reddito. C'è stata praticamente la solita passerella di politici che sono venuto a raccontarci che siamo belli buoni e che loro hanno fatto tanto e bene ma il risultato lo dobbiamo valutare con i bilanci delle aziende e non è affatto così, non è così brillante e sono emersi in modo particolare due aspetti. L'agricoltura ha bisogno di una rappresentanza sempre più coesa, cosa che invece nella relazione del presidente uscente e del presidente entrante non è stata molto evidente, addirittura assente completamente nella relazione di Dosi appena accennata in quella di Fini per quel che riguarda il secondo aspetto, secondo me è mancata un'idea di progettualità, vale a dire la ricerca di soluzioni da portare avanti. Dobbiamo mettere in campo progetti per una Cia più imprenditoriale oltre che sindacale perché oggi alle imprese va dato una risposta.”

(m.z.)