Con la fine del mandato amministrativo sancito dalle dimissioni anticipate del Sindaco, è terminato anche il mandato della Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola, istituita dall'art. 27 dello Statuto Comunale.
E' utile informare la città dell'operato della Commissione, la quale, pur godendo di scarsa visibilità, ha cercato di avviare e mantenere un dialogo costruttivo e propositivo con le Istituzioni territoriali cercando di interpretare al meglio la funzione assegnata dalle norme statutarie.
L'impegno della Commissione si è concentrato su alcuni temi pur consapevole che il superamento delle disuguaglianze, delle ingiustizie, degli arbitri e degli ostacoli all'autodeterminazione nella sfera privata e pubblica, di cui sono oggetto le donne rappresenti una questione trasversale ai diversi ambiti del Governo locale. A tal fine serve l'affermazione di una cultura di pari dignità fra i generi che trovi applicazione in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, politica del territorio e non solo. Ancora moltissimo resta da fare. Lo dice il Global Gender Gap Report che indica uno slittamento dell'Italia dal 50° all'81° posto nella realizzazione delle pari opportunità fra donne e uomini. Considerando le differenze territoriali, Imola non fa eccezione.

L'impegno contro la violenza sulle donne e la violenza assistita
La violenza maschile sulle donne, nelle sue varie forme, è stata uno degli ambiti di maggior attenzione. Le donne continuano a morire per mano dei maschi e a subire violenze di diversa natura. La Commissione, dopo un'analisi approfondita, col contributo prezioso dell'esperienza dei centri antiviolenza della città, ha avanzato proposte sulle quali ha promosso un confronto con le diverse realtà territoriali preposte a vario titolo (Giunta e consiglieri comunali, ASP, ASL, Circondario imolese). Servono politiche adeguate fondate sul coordinamento degli enti e dei soggetti competenti per garantire risposte in grado di supportare le donne che vogliono uscire dalla spirale di violenza. I dati vanno raccolti con criteri concordati per assicurare l'attendibilità della rilevazione del fenomeno. Una ricerca recente svolta dal Comune di Imola e dall'Università ci dice che le donne si rivolgono prevalentemente ai centri antiviolenza e tengono in scarsa considerazione i servizi pubblici territoriali. E' un aspetto che le Istituzioni dovranno affrontare. Riguarda la qualità dei servizi e la loro capacità di essere punto di riferimento per le donne. Qualcosa è stato fatto dal Circondario e in sede metropolitana, ma ancora non esiste un piano nazionale e permangono diversi punti critici da affrontare per costruire un sistema efficace di risposte.
Parimenti è stato affrontato il tema della violenza assistita che riguarda i minori e la capacità nel far fronte adeguatamente alle complicate conseguenze di ordine psicologico e famigliare che ne derivano. Pochissimo ancora si conosce, sia sull'entità del fenomeno che sulle soluzioni adottate dai servizi.

Le donne non sono soggetti deboli a rischio
In occasione della discussione del Bilancio comunale relativo all'esercizio 2018, la Commissione ha proposto con una mozione di cui si è fatta portavoce in Consiglio comunale una consigliera del Gruppo PD, una variazione di bilancio per l'inserimento delle politiche di pari opportunità fra le politiche fondamentali di interesse generale della collettività in capo al Sindaco e alla Presidenza del Consiglio Comunale invece che nel programma dedicato ai soggetti a rischio. Le donne non lo sono di per sé. Inserire queste politiche in quel programma significa che i politici per primi non hanno una visione ed una cultura adeguata ad affrontare il tema delle pari opportunità fra i sessi.

Nel nome delle donne: storie oltre i nomi
Il contributo che le donne nel corso della storia hanno assicurato al progresso dell'umanità, nella scienza, in politica, nel sociale, nella cultura, nell'istruzione e nell' economia va riconosciuto. Una storia a metà non può contribuire ad una formazione che favorisca una visione egualitaria delle vicende umane per costruire in futuro percorsi diversi dal passato. 25 aree del territorio comunale sono state intitolate a donne che si sono distinte nel percorso storico locale, nazionale ed internazionale. La proposta, approvata con delibera di Giunta 7 marzo 2017 è stata presentata lo stesso giorno presso la biblioteca comunale. Si è così compiuto un passo verso un riequilibrio della toponomastica comunale attualmente in forte squilibrio, colmabile solo con la modifica del regolamento comunale in materia che deve prevedere l'assegnazione dei toponimi a figure maschili e femminili in ugual misura. Invitiamo la nuova Amministrazione ad impegnarsi in tal senso con un atto di onestà verso le nuove generazioni.

Un percorso faticoso
Il nostro è stato un percorso faticoso e impervio, realizzato con lavoro volontario in tempi sottratti ai mille impegni di ognuna di noi. Pochi gli strumenti e le risorse a disposizione, scarsa permeabilità della politica e dei suoi rappresentanti. La sensibilità ai temi di pari opportunità, spesso solo dichiarata, non ha trovato un sufficiente riscontro concreto, pochissima informazione sugli atti amministrativi e molto scarso il contributo delle consigliere comunali, invitate permanenti agli incontri, con una sola saltuaria eccezione. Né ha diversamente inciso la presidenza del Consiglio comunale affidata ad una donna. Ciò dimostra che il tema della rappresentanza femminile in politica non riguarda solo l' equilibrio della presenza di uomini e donne ma i contenuti e i programmi, la visione e la cultura di genere che neppure fra le donne in politica è scontata.
Alle soglie di un'importante competizione elettorale seguita a ruota dal rinnovo dell'Amministrazione locale, misureremo le candidature e l'impegno degli e delle aspiranti ad incarichi pubblici dall'impegno concreto sulle politiche di pari opportunità. Un ambito spesso oggetto di propaganda o di strumentale interesse astratto, a volte piegato ad interessi di circostanza, come si è verificato di recente con alcune mozioni in merito discusse a fine mandato.
Invitiamo pertanto la nuova Amministrazione a rivolgere maggiore attenzione alla condizione delle donne, alla cultura di genere e a ripartire dal lavoro svolto dalla Commissione e dal documento di fine mandato lasciato agli atti.  Vigileremo e non mancheremo di far sentire la nostra voce affinchè il percorso avviato trovi continuità con politiche in grado di sortire risultati tangibili ed efficaci.

 

 

Imola, febbraio 2018

 

Mirella Collina (Segretaria CGIL)
Giulia Dal Monte
Tiziana Dal Prà (Ass.ne Trama di Terre)
Silvia De Angelis (Ass.ne Focus D)
Franca Farolfi
Maria Rosa Franzoni (Ass.ne Per le Donne)
Virna Gioiellieri (Archivio storico UDI Imola)
Maria Lucia Giovannini
Carla Govoni (Circolo Fiorella)
Iwona Hurowicz
Antonietta Mirri
Marzia Montebugnoli (Coordinamento donne CISL)
Fato Luwanga Nuru
Tiziana Poggiali (Coordinamento donne SPI-CGIL)
Adriana Rizzi (coordinamento donne Pensionati CISL)
Maria Cristina Salomoni
Franca Tarozzi
Roberta Tattini
Rachdi Traki
Sabrina Ujcic