Imola. “Non abbiamo dubbi: votare, e votare per cambiare”. E' il consiglio del comitato “Cittadinanza attiva Imola” in vista delle elezioni politiche del 4 marzo.
“Il nostro comitato permanente ha come esplicito scopo la difesa dei diritti sociali, ben definiti dalla Costituzione: un obiettivo quanto mai politico, anche se abbiamo sempre seguito la regola di non apparentarci con forze partitiche – spiegano i sostenitori di 'Cittadinanza attiva' -. Ricordate i temi principali? Il referendum costituzionale innanzitutto, poi il depotenziamento della Sanità pubblica nazionale e locale, il contrasto tra Trattati europei e diritti costituzionali, la raccolta firme per il referendum contro la legge detta 'Buona scuola' e il referendum contro le trivellazioni in mare. Ebbene, in tutte queste occasioni ci siamo trovati a dover contrastare le scelte del governo. Nel 2016 è stato respinto l'attacco diretto alla Costituzione, ma nel 2012 purtroppo un Parlamento insolitamente concorde vi aveva inserito il 'vincolo di pareggio di bilancio' dettato dall'Unione europea, espressione della 'politica di austerità' del tutto inadeguata alla situazione economica italiana: di conseguenza sanità, istruzione, ambiente, lavoro, i diritti sociali fondamentali, sono stati progressivamente indeboliti rispetto al dettato costituzionale con una serie di pessime leggi, da superare prima che sia troppo tardi e che la comunità faticosamente costruita dai nostri padri venga riportata indietro di decenni”.

Dunque secondo il comitato che ha organizzato manifestazioni e banchetti “l'astensionismo, anche come forma estrema di protesta, non produce alcun ravvedimento della classe politica. Ben tre leggi elettorali consecutive sono state appositamente studiate per cristallizzare il potere dei soliti, impedendo agli elettori la possibilità di incidere sulla scelta dei propri rappresentanti: anzi, nonostante la bocciatura delle prime due leggi elettorali il governo ha imposto a colpi di 'voti di fiducia' la terza, con la quale andremo a votare, per cui esiste il fondato dubbio che anche il nuovo Parlamento risulti eletto con modalità incostituzionali. Il nostro giudizio su chi ci ha governato è negativo, coinvolgendo chi si è succeduto da molti anni senza attuare cambi di rotta ma al contrario persistendo nell'attacco ai diritti sociali e nella privatizzazione dei beni comuni. Invitiamo comunque tutti a farsi una propria opinione e ad esprimerla: occorre assumersi una responsabilità di fronte a questa situazione che necessita di interventi a tutto campo, e non tra 5 anni”.