Abbiamo intervistato i candidati dei collegi maggioritari per la Camera dei Deputati più due candidati al Senato del territorio imolese. Ad ognuno abbiamo rivolto otto domande. Le pubblicheremo giorno per giorno in gruppi di due o tre domande, inserendo le risposte di tutti i candidati, in modo che il lettore possa farsi un'idea delle posizioni in campo.

GLI INTERVISTATI (in ordine alfabetico)
Claudio Frati (Movimento 5 stelle, ex consigliere comunale, Amministratore e Commerciale con Laurea in Economia e Commercio).
Paola Lanzon (Liberi e Uguali, ex presidente del Consiglio comunale di Imola, impegnata nell'associazionismo sportivo).
Daniele Manca (Candidato al Senato per il centro sinistra – Pd, ex sindaco di Imola).
Simonetta Mingazzini (Centro destra – direttore amministrativo della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Bologna e presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte).
Olawale Oladejo (Potere al Popolo, operaio, da anni impegnato nelle lotte sociali e pacifiste. Doveva essere candidato nel collegio di Imola ma per un errore del Ministero a Roma risulta candidato nel collegio maggioritario di Bologna Mazzini).
Ezio Roi (Candidato al Senato per il Movimento 5 stelle, ex pretore di Imola).
Serse Soverini (Centro sinistra – Insieme, torna alla politica dopo 18 anni dove ha lavorato come manager per IMA-Industrie Macchine Automatiche e per l'associazione di categoria Unindustria Bologna, oggi Confindustria Emilia).

LE DOMANDE
1 – Seguendo la campagna elettorale sembra che l'unico problema dell'Italia sia quello dell'immigrazione, come lo colloca lei e cosa ne pensa.
FRATI: “La priorità non è l'immigrazione ma mettere in sicurezza la economia e democrazia andando in Europa a ricontrattare trattati insensati e autolesionisti e bisogna fare presto. Sull'immigrazione bisogna partire dai numeri. Nel 2016 abbiamo accolto 180mila migranti. A 5.000 abbiamo dato lo status di rifugiato politico, a 13.000 quello di protezione sussidiaria, e 162.000 erano migranti economici. Per questo sforzo abbiamo speso 4,5 miliardi di euro. Con la stessa somma se avessimo accolto quelle 18mila persone che è sacrosanto accogliere aggiungendo a queste tutte quelle che la nostra economia richiede ma avessimo avuto per magia a disposizione un sistema di cooperazione internazionale efficiente, avremmo potuto aiutare circa 20 milioni di persone, cento volte di più”.

LANZON: “Magari fosse l'unico problema. Purtroppo non è così. Colloco il problema immigrazione nel contesto delle inefficienze della politica italiana ed europea, che invece di affrontare con coerenza i fatti, hanno per troppo tempo usato il fenomeno migratorio esclusivamente a fini elettorali, da una parte come dall'altra. Non ho ancora trovato una forza politica che si ponga come fine una grande operazione internazionale che abbia l'obiettivo di rendere finalmente il continente africano un luogo pacifico, dal quale non sia necessario fuggire e nel quale, al contrario, si possa tutti noi tornare. Significherebbe di certo sottrarre agli interessi nazionali e internazionali di Stati e multinazionali un business miliardario che sfrutta materie prime per i propri affari. Nel frattempo negare che la non- gestione dei flussi dei migranti anche nel nostro Paese non abbia creato dei problemi di diversa natura significa rifiutare di osservare la realtà delle nostre città, piccole e grandi. Quindi da una parte la realtà e la convivenza con questi nuovi abitanti delle nostre comunità va affrontata con serietà, chiarezza, fermezza e legalità; dall'altra va contrastato ogni tentativo di seminare odio, violenza e intolleranza”.

MANCA: “I populismi pongono il tema immigrazione al centro della campagna elettorale perché hanno tutto l'interesse a soffiare sul fuoco della paura, identificando gli stranieri come la minaccia numero uno alla sicurezza. Chi governa ha il compito di studiare soluzioni e di gestire le situazioni. Il Governo e il ministro Minniti hanno gestito con competenza e buon senso i flussi migratori, ripristinando accordi con i paesi di provenienza e coniugando accoglienza e sicurezza. Un dato: dal 1° gennaio ad oggi gli sbarchi sono calati del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per i migranti dalla Libia la diminuzione è ancora più alta e supera il 60%”.

MINGAZZINI: “Problema non unico ma reale, sotto gli occhi di tutti. Mette a rischio sicurezza, spesa pubblica, giustizia e convivenza civile. È oramai un problema strutturale, da governare con lo stop all'accoglienza indiscriminata, alla concentrazione prolungata di migliaia di persone nei CIE, all'utilizzo di hotel turistici come alloggi, ai lucrosi appalti di milioni di euro aggiudicati ad associazioni e imprese che non garantiscono controlli né inserimenti lavorativi. Gli italiani non sono razzisti, si sentono in pericolo perché percepiscono che il fenomeno è fuori controllo. Propongo di riconvertire un ministro ed enti pubblici già esistenti (spesso inutili o poco efficienti), per organizzare una struttura con responsabilità ed obiettivi di gestione dell'immigrazione”.

OLADEJO: “Sui caratteri e sulla dimensione dei temi delle attuali migrazioni sono state operate molte e gravi distorsioni. In Italia la politica ha soprattutto alimentato la percezione collettiva di insicurezza e di pericolo legata a questo argomento, facendone un capro espiatorio per le difficoltà crescenti di carattere socio-economico, esagerandone le dimensioni e la complessità e sostanzialmente gestendolo male”.

ROI: “Il problema è serio, sentito dai cittadini, e va affrontato e risolto con accordi internazionali e con aiuti importanti alle popolazioni del mondo che fuggono da fame e carestia. Occorre creare una via legale per l'emigrazione e reprimere i traffici di esseri umani”.

SOVERINI: “Penso che la speculazione elettorale su un tema così complesso disorienti l'opinione pubblica. L'immigrazione in sé non è un problema, lo diventa se non viene governata. Controllare le frontiere, combattere i trafficanti di persone, salvare vite umane in mare e accogliere chi fugge da guerre e persecuzioni sono azioni necessarie. Ma non dobbiamo dimenticare mai i valori della nostra civiltà e del rispetto della persona”.

2 – L'aria che respiriamo è inquinata, la terra pure, l'acqua scarseggia, il cibo è sempre più a rischio sofisticazioni: eppure l'ambiente appare il grande assente nelle agende politiche: lei come considera queste problematiche?
FRATI: “Sul nostro pianeta ci sono state 5 grandi estinzioni per colpa di eventi naturali. Noi rischiamo di essere i primi capaci di estinguerci da soli. Un primato invidiabile che è ancora evitabile a patto che sia la politica a dettare l'agenda e non i mercati, dove l'evidenza di questi ultimi anni insegna che l'interesse personale purtroppo come non tende all'ottimo sociale”.

LANZON: “Una volta si diceva che la politica aveva l'obiettivo di cambiare il mondo: oggi la politica ha l'imperativo di salvare il mondo. Ne va della vita del Pianeta e ormai i segnali sono chiari a tutti. Il tempo è scaduto. Il programma di Liberi e Uguali parla chiaro da questo punto di vista: non per nulla è stato scritto da Rossella Muroni ex presidente nazionale di Legambiente e da Lucio Cavazzoni ex presidente del grande marchio Alce Nero. Il programma di Liberi e Uguali sull'ambiente e sull'agricoltura, strettamente connessi, è di altissimo livello”.

MANCA: “Le questioni ambientali sono il cuore di un nuovo sviluppo economico. Noi abbiamo mantenuto in mani pubbliche le reti e le risorse per favorire sviluppo e crescita: nei prossimi anni questo rappresenterà un pezzo di quella piattaforma in cui dobbiamo fondare l'economia circolare”.

MINGAZZINI: “Anche io ho notato la grave assenza del tema ambientale nei programmi politici di tutti i partiti. Persino il partito dei 'Verdi' è pressoché scomparso dalla scena politica. Si continua nel consumare suolo, cementificare coste, distruggere il paesaggio. Se i politici tacciono a proposito, per fortuna ci pensano le imprese che sempre più investono sul risparmio energetico. A livello regionale, con amministrazioni prevalentemente di centrosinistra, abbiamo esempi concreti in cui si vorrebbe addirittura puntare ancora su discariche, inceneritori, cogenerazione, ovvero vecchi sistemi impattanti e/o rischiosi per la salute mentre altrove si procede in modo più spedito verso una minor produzione di imballaggi/rifiuti, maggior circolazione dei processi di riciclo, più diffuso ricorso a forme di energie alternative. La tutela dell'ambiente è fondamentale per la nostra sopravvivenza così come per la bellezza dell'Italia e inevitabilmente contrappone interessi e business notevoli. Per questo è un tema impopolare, pochi hanno il coraggio o il potere di prendere decisioni forti a tutela dell'ambiente e della salute”.

OLADEJO: “Cruciali, fondamentali, prioritarie”.

ROI: “L'ambiente è al primo posto nei miei interventi e nei miei pensieri. La tutela dell'ambiente è improcrastinabile: dallo smaltimento dei rifiuti, all'inquinamento dell'aria tutto concorre a far della nostra regione una delle più inquinate del pianeta. Quindi occorrono provvedimenti rapidi e drastici. Ridurre i rifiuti all'origine. Favorire le energie veramente pulite, non certo le biomasse e simili”.

SOVERINI: “I cambiamenti climatici sono una realtà evidente a tutti. E' urgente predisporre un censimento e avviare da subito le bonifiche, da finanziare anche con fondi europei e lanciare ove necessario processi di riconversione. Dobbiamo puntare con decisione e celerità sullo sviluppo sostenibile come via per la salute dell'ambiente e come opportunità di crescita industriale. Su questi temi intendiamo spenderci con forza nella prossima legislatura”.

Nelle prossime uscite le risposte alle seguenti domande
3 – Non crede che ci sarebbe bisogno di un nuovo pensiero sul lavoro in un'ottica di riequilibrio fra i diritti e le opportunità di chi lavora e delle imprese?

4 – Scuola e percorsi formativi per lei hanno una funzione strategica? Come pensa debbano essere organizzati i servizi sanitari e sociali?

5 – Esiste un problema giovanile in Italia? Come si palesa? Quali interventi servirebbero per affrontarlo?

6 – Come vede la condizione delle donne oggi e cosa pensa delle politiche di pari opportunità fra i generi?

7 – 130 miliardi di evasione ed elusione stimata e nessuno ne parla: tutti fanno promesse, ma nessuno dice dove e come cercare i soldi, cosa impedisce di fare una vera lotta all'evasione?

8 – Cosa pensa di questa legge elettorale? Crede che il meccanismo sia stato ben compreso dalla base elettorale?