Seconda uscita con le risposte alle nostre otto domande ai candidati dei collegi maggioritari per la Camera dei Deputati e ai candidati al Senato del territorio imolese.

GLI INTERVISTATI (in ordine alfabetico)
Claudio Frati (Movimento 5 stelle, ex consigliere comunale, Amministratore e Commerciale con Laurea in Economia e Commercio).
Paola Lanzon (Liberi e Uguali, ex presidente del Consiglio comunale di Imola, impegnata nell'associazionismo sportivo).
Daniele Manca (Candidato al Senato per il centro sinistra – Pd, ex sindaco di Imola).
Simonetta Mingazzini (Centro destra, direttore amministrativo della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Bologna e presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte).
Olawale Oladejo (Potere al Popolo, operaio, da anni impegnato nelle lotte sociali e pacifiste. Doveva essere candidato nel collegio di Imola ma per un errore del Ministero a Roma risulta candidato nel collegio maggioritario di Bologna Mazzini).
Ezio Roi (Candidato al Senato per il Movimento 5 stelle, ex pretore di Imola).
Serse Soverini (Centro sinistra – Insieme, torna alla politica dopo 18 anni dove ha lavorato come manager per IMA-Industrie Macchine Automatiche e per l'associazione di categoria Unindustria Bologna, oggi Confindustria Emilia).

LE DOMANDE
3 – Non crede che ci sarebbe bisogno di un nuovo pensiero sul lavoro in un'ottica di riequilibrio fra i diritti e le opportunità di chi lavora e delle imprese?

FRATI: “In materia di lavoro non c'è bisogno di un nuovo pensiero ma di uno vecchio di settant'anni, quello dell'art. 4 della nostra Costituzione dove si stabilisce che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto. Chi ha governato il paese in questi anni, prima col pareggio di bilancio ha messo fuorilegge la possibilità dello Stato di poter perseguire politiche di piena occupazione, e poi ha provveduto a 'flessibilizzare' il lavoro senza prevedere nulla in tema di sicurezza. Questa roba si chiama macelleria sociale, ed è venuto il momento di chiuderla per sempre, magari proprio con l'introduzione del reddito di cittadinanza che è una misura di aiuto e riqualificazione ai lavoratori, ma soprattutto, e questo aspetto è sempre o quasi dimenticato, una spinta allo stato per fare politiche di piena occupazione”.

LANZON: “In questi giorni di campagna elettorale ho avuto modo di ascoltare diversi imprenditori, che chiedono fondamentalmente di poter lavorare senza che la burocrazia, regole assurde impediscano a chi ha idee, voglia e competenze di sviluppare la propria attività. Imprenditori che affermano che il precariato alle aziende serie non è di nessuna utilità, perché al contrario hanno bisogno di risorse umane che una volta formate rimangano in azienda per il periodo più lungo possibile; hanno bisogno che il sistema bancario del credito ricominci a svolgere con coerenza il proprio mestiere. Troppo facile continuare a dare soldi a chi non ne ha bisogno. Troppo spesso il sistema economico si è trasformato in un circuito chiuso di legami, clientele, favoritismi che uccidono la libera iniziativa economica. Manca un vero piano industriale a medio e lungo termine per il nostro Paese”.

MANCA: “Sul lavoro si deve partire dal buono che è stato fatto dagli ultimi governi. Se i numeri hanno un valore, avere recuperato oltre un milione di posti di lavoro e avere portato la disoccupazione dal 13% del 2014 sotto l'11% di oggi e quella giovanile addirittura dal 44% al 32% vuol dire avere imboccato la strada giusta. Le riforme hanno puntato ad allargare il campo dei diritti, cercando di dare tutele e garanzie a chi non ne aveva affatto. Da tempo sosteniamo che il vecchio modo di intendere il rapporto tra imprese e lavoratori è superato. Per l'imprenditore il benessere del personale è un fattore di produttività, basti pensare alla legge sullo smart working o al tema del welfare aziendale. Impresa e lavoratore non sono due realtà contrapposte, bensì due facce della stessa medaglia e come tali vanno affrontati anche dal legislatore. Certo, il lavoro precario va contrastato e per la prossima legislatura proponiamo a tal fine una riduzione fiscale del 12% per chi assume a tempo indeterminato”.

MINGAZZINI: “Assolutamente sì poiché c'è ancora chi pensa che il lavoro sia sfruttamento, che si possa proseguire a tar-tassarlo e che i lavoratori debbano per forza essere 'contro' gli imprenditori. E come la mettiamo con i processi di industrializzazione 4.0 che stanno stravolgendo equilibri e dinamiche organizzative delle medie e grandi imprese? Sono convinta che il lavoro sia fondamentale per la realizzazione personale ed economica delle persone. Gli imprenditori più avveduti sanno quanto sia fondamentale il capitale umano presente nelle proprie aziende per il raggiungimento di certi risultati. Tali imprese non hanno remore nel riconoscere ai lavoratori diritti e nuove opportunità in un'ottica di produttività, sempre che vi sia un sistema normativo e fiscale che incentivi assunzioni, mobilità, flessibilità e nuove forme di lavoro (telelavoro a distanza, per esempio)”.

OLADEJO: “I diritti e le opportunità delle imprese non possono essere in contrasto con i diritti dei lavoratori e ai lavoratori di tutto il mondo vanno riconosciuti gli stessi diritti: non sono pensieri nuovi ma ancora attuali e urgenti”.

ROI: “Sì. Occorre ridare dignità al lavoro restituendo garanzie serie ai lavoratori, tolte assurdamente da una governo di sedicente sinistra, oltre che ridiscutere l'orario di lavoro”.

SOVERINI: “Il lavoro spesso è assente, svalutato e sminuito e vanno contrastate le varie forme di irregolarità e potenziata la capacità ispettiva. I diritti di chi lavora variano a seconda della qualità della formazione del lavoratore e della qualità delle imprese. Potenziare la formazione, creare buoni posti di lavoro e sostenere le imprese sane, sono alla base del buon equilibrio tra le parti”.

4 – Scuola e percorsi formativi per lei hanno una funzione strategica? Come pensa debbano essere organizzati i servizi sanitari e sociali?

FRATI: “La scuola prepara al futuro per questo prevediamo un incremento dei fondi per l'istruzione che superi la cosiddetta “buona scuola”, che consenta un piano di assunzioni razionali e l'abolizione del precariato, ma quello che manca è una visione da parte della politica che quando va bene arriva a fine legislatura. Dobbiamo fare progetti a 20/30 anni, non a 5. La sanità deve essere pubblica. L'idea che se hai i soldi puoi curarti mentre se non li hai devi morire mi ripugna, e stessa cosa dicasi per i servizi sociali. Il M5S vuole uno Stato che non lasci indietro nessuno”.

LANZON: “Scuola e sanità diritti universalistici, per tutti e tutte. La scuola è il primo fondamentale incubatore sociale in cui insieme si cresce e si diventa adulti e cittadini e cittadine consapevoli e migliori. Riforma dopo riforma, la politica dovrebbe salvare le cose buone fatte e cambiare solo ciò che non ha funzionato: non si può ogni volta azzerare tutto; la scuola non può continuare ad essere un terreno di scontro politico: è un settore troppo delicato, troppo prezioso per gli obiettivi che deve raggiungere, fondamentali per il nostro futuro. Sulla sanità i troppi tagli si sono riversati sul personale, affaticato e poco valorizzato: tutto questo ricade ovviamente sui servizi rivolti ai cittadini. Una sanità pubblica che si impoverisce apre la strada alla sanità privata e il diritto alla salute diventa subordinato alla possibilità economiche. Non è questo ciò per cui abbiamo sempre combattuto. Sul sociale il sistema va ripensato per un mondo che nel frattempo ha cambiato profondamente le proprie caratteristiche. Anche qui: meno slogan e più serietà”.

MANCA: “Scuola e percorsi formativi sono fondamentali per il futuro del paese e hanno un posto di primo piano nel programma del Partito Democratico. Con un investimento di 4 miliardi abbiamo già messo mano alle basi per costruire la scuola del futuro, assumendo 132mila docenti in tre anni, puntando sull'alternanza scuola-lavoro (140 milioni investiti), stanziando 9,5 miliardi di euro dal2014 per risistemare gli edifici e adeguarli alle normative. Per quanto riguarda i servizi sociali, l'obiettivo è rendere il nostro stato sociale più europeo e più inclusivo, nell'ottica del welfare di comunità che a Imola conosciamo bene. Una delle priorità per il Pd è il terzo settore, al quale è stata già dedicata una riforma con l'intento di allargare la partecipazione attiva e la responsabilità delle persone”.

MINGAZZINI: “La scuola rivestirebbe un ruolo fondamentale per la formazione, se non fosse che il sistema scolastico italiano, da molti decenni, è frutto di riforme pasticciate e di un progressivo svilimento della categoria degli insegnanti. Stage formativi ed alternanza scuola- lavoro sono strumenti validi da incentivare e perfezionare. Per quanto riguarda le università, sono contraria ai test di ingresso, così come impostati oggi, in quanto rispondono più a una carenza di aule e laboratori che non all'esigenza di selezionare matricole motivate e con reali potenzialità di apprendimento e studio. Siamo fanalino di coda dei paesi europei per quantità di laureati e ancora cultura e ricerca non sono diffusamente considerate un capitale fondamentale su cui investire.
Come organizzare servizi sanitari e sociali? Impossibile descriverlo in poche righe se non per slogan: diverso ruolo del pubblico, incentrato su pianificazione, accreditamento e controllo, maggiore iniziativa al privato, spesso capace di garantire più efficienza ed efficacia nei servizi offerti ai cittadini”.

OLADEJO: “La scuola ha un ruolo cruciale nella crescita delle persone, nella valorizzazione e nello sviluppo delle loro risorse e delle loro capacità. I servizi educativi, formativi, sociali e sanitari non dovrebbero essere privatizzati e non dovrebbero essere intesi e gestiti come aziende: dovrebbero perseguire l'incremento del welfare della comunità”.

ROI: “Dalla scuola al mondo del lavoro, tutto o quasi è fatto senza tener conto delle necessità dei giovani di impossessarsi degli strumenti della cultura e di trovare un lavoro esclusivamente attraverso i loro meriti. I servizi sanitari e sociali debbono tornare ad essere di fianco ai cittadini che ne hanno necessità e organizzati in funzione della qualità della vita dei cittadini che, talora, paiono essere i servitori dei servizi sanitari e sociali e non viceversa. Dal costo assurdo dei medicinali per malattie gravi, alla decadenza dell'assistenza ospedaliera pubblica, tutto va rivisto e regolato”.

SOVERINI: “Scuola e formazione hanno una funzione fondamentale per la qualità della nostra democrazia, per la dignità della persona e per le possibilità di crescita economica del nostro Paese. I servizi sociali e sanitari nella nostra regione sono in genere molto buoni, ma migliorabili”.

Nella precedente uscita sono state poste le seguenti domande:
1 – Seguendo la campagna elettorale sembra che l'unico problema dell'Italia sia quello dell'immigrazione, come lo colloca lei e cosa ne pensa.
2 – L'aria che respiriamo è inquinata, la terra pure, l'acqua scarseggia, il cibo è sempre più a rischio sofisticazioni: eppure l'ambiente appare il grande assente nelle agende politiche: lei come considera queste problematiche?

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Nelle prossime uscite le risposte alle seguenti domande:
5 – Esiste un problema giovanile in Italia? Come si palesa? Quali interventi servirebbero per affrontarlo?

6 – Come vede la condizione delle donne oggi e cosa pensa delle politiche di pari opportunità fra i generi?

7 – 130 miliardi di evasione ed elusione stimata e nessuno ne parla: tutti fanno promesse, ma nessuno dice dove e come cercare i soldi, cosa impedisce di fare una vera lotta all'evasione?

8 – Cosa pensa di questa legge elettorale? Crede che il meccanismo sia stato ben compreso dalla base elettorale?