Imola. “Ho deciso di restituire la mia tessera al Pd. Il 4 marzo voterò per il movimento Liberi e Uguali di Pietro Grasso”. La “bomba” scoppia a pochi giorni dalle elezioni politiche: Anna Pariani a lungo dirigente con incarichi di primo piano nel Pd fino a quello ricoperto fino a pochi anni fa di capogruppo in consiglio regionale, molla il partito del segretario nazionale Matteo Renzi e pure quello imolese con il quale il feeling era in netto calo da tempo.

“Non trovo più nel Pd quella visione larga e plurale, inclusiva, capace di far nascere idee nuove, perché al suo interno non c'è più dibattito, ma un capo che dispone e dei tifosi che applaudono. La formazione delle liste ne è stata la plastica rappresentazione – sottolinea decisa la Pariani -. Ho visto la debole reazione di Renzi e del Pd ai fatti di Macerata, preoccupati più dei sondaggi che di arginare l'avanzata di una destra neofascista, che rialza la testa contro la Costituzione e le conquiste di libertà della Resistenza. Intendiamoci, antifascismo, Costituzione e Resistenza devono essere valori per tutti gli Italiani, ma se il Pd ha paura di occupare la piazza nei momenti difficili altri la occuperanno anche con parole d'ordine estremiste. Infine pochi giorni fa, di fronte all'inchiesta sulle ecomafie in Campania, ho sentito Renzi dire che gli elettori di centrosinistra devono votare Pd 'turandosi il naso'. Ecco, io sono una elettrice del centrosinistra che non vuole turarsi il naso e come me ce ne sono tanti”.

“Ho deciso di votare Liberi e Uguali in primo luogo per i programmi, per rimettere al centro un progetto di società dove il lavoro, l'ambiente, i diritti civili e sociali siano i capisaldi – continua la Pariani -. Il progetto sul lavoro di LeU guarda alla Germania e all'accordo lì raggiunto tra sindacati e imprese: l'obiettivo è accrescere la produttività dell'impresa, restituendo ai lavoratori più salario e riduzioni d'orario. Al fondo c'è un'idea più avanzata del diritto del lavoro, affidando molto alla contrattazione orientata con incentivi pubblici, mentre da noi si continua a discutere di forme precarie di lavoro e incentivi a pioggia. Io tutti i giorni al lavoro vedo lo sguardo di ragazzi che non riescono a investire sul loro futuro, perché a 25 anni non hanno alcuna certezza, e capisco perché non riescono ad avere fiducia nella politica. LeU propone finalmente dopo 40 anni una nuova legge urbanistica per favorire la riqualificazione delle nostre città costruite negli anni '50 e '60, senza consumare suolo, Ma soprattutto c'è un'idea di nuovo investimento nella sanità pubblica, togliendo i super ticket messi da Berlusconi nel 2011, e finanziando la sanità e le cure con i farmaci innovativi per tutti”.

Ed ecco l'attacco duro della Pariani all'ex sindaco Daniele Manca: “Poi ci sono i candidati e le candidate e io ho deciso di votare per sostenere l'unico candidato che conosce bene il nostro territorio e che ha una vera possibilità di sedere in Parlamento. Questo candidato non è Daniele Manca, poiché sappiamo tutti che, secondo la legge, è ineleggibile: infatti non è stato candidato dal Pd nel collegio uninominale proprio per questo. Potrà sedere in Parlamento solo se la Giunta per le elezioni del Senato eviterà di prendere atto della sua ineleggibilità, ma in questo clima mi sembra molto improbabile. Si vota Manca ma si eleggono Bellanova e Carbone, mentre nei collegi uninominali il Pd presenta persone il cui sguardo è rivolto a Bologna. Per me l'unico probabile eletto del territorio è Vasco Errani 'da Massalombarda', una persona che conosce molto bene Imola e che gli imolesi conoscono, che conosce le sue imprese, le associazioni ed il volontariato, che può rappresentare la qualità del governo delle nostre terre, che a Imola è stato tante volte ed è sempre tornato. Naturalmente anche Paola Lanzon, ma sappiamo che non ha possibilità di essere eletta”.

Secondo l'ex consigliere regionale Pd “dal 5 marzo ci sarà bisogno di unire di nuovo il centrosinistra, sia nazionalmente sia, soprattutto, ad Imola, in vista delle elezioni amministrative a fine maggio. Occorre un terreno civico in cui ritrovarsi per proseguire un'esperienza di governo positiva, ma che ha bisogno di cambiamenti profondi nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei poteri della città.
Il mio voto a LeU non è una delega in bianco e, come credo per molti altri che li voteranno, chiede loro di impegnarsi per una nuova stagione di unità a livello nazionale, di cui un nuovo centrosinistra ad Imola per le prossime amministrative può essere laboratorio. Del voto locale e delle primarie parleremo dal 5 marzo ma fin da subito io dichiaro il mio impegno: unire e portare al governo della nostra città chi oggi alle politiche si presenta diviso, assieme a tante forze civiche, vitali e creative. Non un passo indietro, ma certo fuori dall'assurda discussione in casa Pd”.

(m.m.)