Terza uscita con le risposte alle nostre otto domande ai candidati dei collegi maggioritari per la Camera dei Deputati e ai candidati al Senato del territorio imolese.

GLI INTERVISTATI (in ordine alfabetico)
Claudio Frati (Movimento 5 stelle, ex consigliere comunale, Amministratore e Commerciale con Laurea in Economia e Commercio).
Paola Lanzon (Liberi e Uguali, ex presidente del Consiglio comunale di Imola, impegnata nell'associazionismo sportivo).
Daniele Manca (Candidato al Senato per il centro sinistra – Pd, ex sindaco di Imola).
Simonetta Mingazzini (Centro destra, direttore amministrativo della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Bologna e presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte).
Olawale Oladejo (Potere al Popolo, operaio, da anni impegnato nelle lotte sociali e pacifiste. Doveva essere candidato nel collegio di Imola ma per un errore del Ministero a Roma risulta candidato nel collegio maggioritario di Bologna Mazzini).
Ezio Roi (Candidato al Senato per il Movimento 5 stelle, ex pretore di Imola).
Serse Soverini (Centro sinistra – Insieme, torna alla politica dopo 18 anni dove ha lavorato come manager per IMA-Industrie Macchine Automatiche e per l'associazione di categoria Unindustria Bologna, oggi Confindustria Emilia).

LE DOMANDE
5 – Esiste un problema giovanile in Italia? Come si palesa? Quali interventi servirebbero per affrontarlo?

FRATI: “Il problema giovanile è che non facciamo più figli. Nel 2017 in Italia il saldo naturale, cioè la differenza tra nati e morti, è stato di meno 183mila, e questo grazie anche all'aver obbligato all'espatrio in questi anni centinaia di migliaia di persone, e tra questi decine di migliaia di giovani spesso laureati che, dopo aver contribuito a pagare il loro corso di studi, regaliamo al resto del mondo. Siamo governati da gente che sta pianificando l'estinzione dei suoi governati. Nel programma del M5s è previsto un aiuto di 17 miliardi, oltre l'1% del Pil, alle famiglie con figli”.

LANZON: “Non esiste un problema giovanile in sé: esiste un sistema dell'occupazione che è andato in blocco e che non permette ai giovani di inserirsi nella filiera del lavoro, che avrebbe tra l'altro un gran bisogno delle competenze altamente qualificate che i giovani hanno maturato. Come e dove potranno mai inserirsi in un sistema che tiene i lavoratori fino ad ormai 70 anni di età?
Questo è il meccanismo che va sbloccato. E' questo il motivo per cui i nostri ragazzi e ragazze vanno a lavorare all'estero (compreso mio figlio) dopo aver frequentato le nostre università.
Ci sono soluzioni non difficili ed in parte già sperimentate che si possono adottare per far ripartire il meccanismo dell'occupazione: serve la volontà politica ed una diversa allocazione delle risorse, ben diversa dalla politica dei bonus”.

MANCA: “Ai giovani servono opportunità, lavorative e culturali. Come detto prima, in questi ultimi anni la disoccupazione giovanile è scesa di 12 punti, dal 44 al 32% e il nostro obiettivo è portarla al 20% nei prossimi anni. Bisogna continuare su questa strada per garantire ai ragazzi l'autonomia che ora riescono a conquistare a fatica e sempre più tardi. Tra i progetti per la prossima legislatura c'è il sostegno a questo desiderio di autonomia, restituendo ai giovani lavoratori parte delle spese sostenute per l'affitto sul modello di quanto messo in atto dal governo spagnolo di Zapatero, attraverso detrazioni fiscali e altre misure per gli under 30”.

MINGAZZINI: “'Non è un paese per giovani', si sente dire sempre più spesso, sottolineando solo le criticità e omettendo di valorizzare tutte le esperienze positive che ci sono. Ai genitori, soprattutto quelli separati, andrebbero riconosciuti maggiori permessi e flessibilità di orario al lavoro per poter seguire meglio i figli, anche durante l'adolescenza. Gli insegnanti dovrebbero essere selezionati e premiati anche per la loro capacità di coinvolgere e motivare gli studenti, valorizzandone le capacità e la creatività. Il mercato del lavoro, infine, dovrebbe favorirne l'inserimento e premiarne i risultati”.

OLADEJO: “Dal secondo Dopoguerra queste sono le prime generazioni che si trovano in una situazione peggiore dei propri genitori. Soprattutto non possono avere gli stessi sogni e le stesse aspirazioni. La questione si affronta decidendo la direzione per il futuro, in netta discontinuità con le direzioni scelte nei decenni precedenti e con le ultime riforme del lavoro (Jobs Act) e della 'buona scuola', governando di conseguenza diversamente il presente”.

ROI: “Dalla scuola al mondo del lavoro, tutto o quasi è fatto senza tener conto delle necessità dei giovani di impossessarsi degli strumenti della cultura e di trovare un lavoro esclusivamente attraverso i loro meriti”.

SOVERINI: “Il principale problema giovanile in Italia è l'alto tasso di abbandono scolastico, causa principale dei problemi di disagio sociale dei giovani. Sostenere la formazione qualificata dei giovani in sintonia con i cicli di innovazione del lavoro. Inserire il servizio civile obbligatorio che deve però essere qualificato”.

6 – Come vede la condizione delle donne oggi e cosa pensa delle politiche di pari opportunità fra i generi?

FRATI: “La condizione delle donne è in chiaroscuro. Dal punto di vista economico e sociale stiamo assistendo ad una più che sacrosanta parificazione tra i generi, ma purtroppo la cronaca nera ci riporta ancora troppi casi di femminicidio che denunciano un ritardo culturale che bisogna contrastare in maniera ancor più convinta di quanto fatto finora a partire fin dalle scuole dell'obbligo”.

LANZON: “Per troppo tempo il tema del ruolo e le discriminazioni di genere sono stati sottaciuti se non ridicolizzati: ne parlo alla luce del mio ventennale impegno. Ora il re è nudo. Mi conforta solo, in questo panorama così drammatico, costellato di morti, dolori, fatiche e discriminazioni di ogni tipo che le donne anche in Italia sono costrette a subire, che molti uomini inizino a prendere voce e a segnare una loro distanza da quel modello culturale. Potremo uscire da questo medioevo culturale solo da un lavoro comune, uomini, donne, famiglie, istituzioni, scuola e informazione e cultura: c'è ancora molto lavoro da fare, ma anche qui serve volontà politica e coraggio”.

MANCA: “Da qualche parte si doveva partire e mi pare che sul versante della parità di genere nelle istituzioni sia stato fatto molto. Per la prima volta, ad esempio, è stato costituito un governo formato da pari numero di uomini e donne. Per quanto riguarda il lavoro, il programma del Pd prevede l'introduzione di un meccanismo di valutazione e certificazione della parità di salario. La vera sfida, tuttavia, deve giocarsi sul piano culturale. Il femminicidio è una tragedia quotidiana che deve essere combattuta con più armi: quella della giustizia, quella dell'aiuto concreto alle vittime, ma soprattutto quella educativa e della prevenzione. Abbiamo previsto il rifinanziamento del fondo per i centri antiviolenza e per i centri per le vittime della tratta delle donne con incentivazione dei
centri protetti, l'inserimento delle donne vittime nel mondo del lavoro, la formazione specifica delle forze dell'ordine e del personale sanitario sugli aspetti della violenza di genere. A Imola l'operato i Trama di Terre, delle case rifugio, dei diversi punti di ascolto dell'associazione Perledonne sono una ricchezza culturale straordinaria”.

MINGAZZINI: “Da donna, lavoratrice, ex consigliere comunale, madre separata da quando i miei figli erano piccolissimi, ripensando alla mia esperienza di vita, non trovo alcuna politica di pari opportunità che mi abbia agevolato. Anche per frequentare i cinque master dopo la laurea, ho compiuto sacrifici e salti mortali. In questa campagna elettorale, mi fa molto piacere constatare che la coalizione di centrodestra abbia candidato non solo più donne del centrosinistra, bensì molte donne in posizione favorita e di probabile eleggibilità”.

OLADEJO: “Le donne non godono ancora di pari opportunità. Le donne sono colpite e spesso vittime di una violenza alimentata da un contesto sociale ancora fortemente maschilista. C'è molto da fare, ancora”.

ROI: “La condizione delle donne non può certo migliorare nella stagnazione e nella crisi. Le pari opportunità si devono tradurre in pari trattamento normativo ed economico”.

SOVERINI: “Per le parità di genere è necessario mantenere un forte impegno sui seguenti punti:
parità salariale, mantenere i cinque mesi di maternità obbligatori ma rendere più flessibili gli ultimi due a seconda delle esigenze nell'arco del primo anno. Incentivare il congedo parentale per i padri. Lotta alla violenza contro le donne. Qualificare e rendere accessibile anche economicamente la scuola dell'infanzia”.

Nelle precedenti uscite sono state poste le seguenti domande:
1 – Seguendo la campagna elettorale sembra che l'unico problema dell'Italia sia quello dell'immigrazione, come lo colloca lei e cosa ne pensa.
2 – L'aria che respiriamo è inquinata, la terra pure, l'acqua scarseggia, il cibo è sempre più a rischio sofisticazioni: eppure l'ambiente appare il grande assente nelle agende politiche: lei come considera queste problematiche?
LEGGI LE RISPOSTE >>>>>

3 – Non crede che ci sarebbe bisogno di un nuovo pensiero sul lavoro in un'ottica di riequilibrio fra i diritti e le opportunità di chi lavora e delle imprese?
4 – Scuola e percorsi formativi per lei hanno una funzione strategica? Come pensa debbano essere organizzati i servizi sanitari e sociali?
LEGGI LE RISPOSTE >>>>>

Nella prossima uscita (ultima) le risposte alle seguenti domande:
7 – 130 miliardi di evasione ed elusione stimata e nessuno ne parla: tutti fanno promesse, ma nessuno dice dove e come cercare i soldi, cosa impedisce di fare una vera lotta all'evasione?

8 – Cosa pensa di questa legge elettorale? Crede che il meccanismo sia stato ben compreso dalla base elettorale?