Faenza. A pochi giorni dal 4 marzo, fatidica domenica elettorale, cresce la curiosità verso le opinioni dei faentini riguardanti il pre e il post elezioni. In una grigia e fredda mattinata di fine inverno abbiamo “preso in esame” un gruppo di cittadini che ci hanno espresso le loro opinioni in merito (includendo chi per scelta non ha risposto alle domande).
Le domande sono sostanzialmente quattro; molti han risposto in maniera esaustiva, altri meno. La politica, si sa, molto spesso risulta essere un argomento spinoso.
Ecco qui di seguito i risultati del nostro botta e risposta:

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?
Su un campione di 10 persone che hanno risposto, buona parte dei nostri intervistati concorda sul fatto che questa campagna elettorale sia stata piuttosto “violenta”, carica di promesse e portatrice di un eccessivo bombardamento di informazioni inutili. Un intervistato afferma che questa campagna ha creato una grossa confusione negli elettori e nella popolazione in generale, in quanto è fondamentalmente caratterizzata da continui e accesi dibattiti tra gli esponenti delle varie forze politiche, mentre un'altra intervistata la definisce “inconsistente e a volte ridicola.”

Ma tutti gli intervistati sono d'accordo su una parola : la parola “promesse”. Tra chi sostiene che “tutti fanno grandi promesse senza concludere niente di fatto”, passando per chi dichiara che “la campagna elettorale è una sorta di asta politica dove si cerca di aggiudicarsi il consenso” sparandola “più grossa”, fino ad arrivare a chi dice che “è una campagna inconsistente, dove si parla di poco e niente pensando solo di distrarre la gente con falsi miraggi”, tutti e i 10 i nostri intervistati convengono sul fatto che, appunto, bisognerebbe basare la campagna su ciò che di concreto si vuole veramente realizzare e non su promesse irrealizzabili.

Quali sono i temi che ritiene più importanti?
Più della metà dei nostri intervistati sono d'accordo sul fatto che bisognerebbe focalizzare i programmi politici di intervento su 3 questioni principali: lavoro (di cui fa parte la disoccupazione), sicurezza, immigrazione. La tematica immigrazione costituisce un argomento chiave per tutti i nostri intervistati: per tutti sarebbe da regolamentare.
Alle tre questioni sopracitate, alcuni intervistati ne aggiungono una quarta: quella della sanità, che deve essere efficiente e alla portata di tutti i cittadini; altri intervistati invece sostengono che “l'economia, la crisi economica, l'Europa e la giustizia italiana siano degli altri ambiti su cui i politici dovrebbero intervenire.”

Ci andrà a votare? Se sì, per cosa voterà?
Dalle risposte a noi date si deduce che andranno tutti a votare. Tra le persone contattate, undici hanno dato queste indicazioni: 4 voteranno il Movimento 5 Stelle, 1 non ci ha rivelato cosa voterà, 3 voteranno la Lega Nord e 2 il Partito Democratico, mentre 1 altra persona si definisce “particolarmente indecisa su chi votare”, dichiarando che probabilmente verterà sul “meno peggio”.

In particolare, alcuni di coloro che voteranno il Movimento 5 Stelle, concordano sul fatto che “il voto è un atto di protesta di chi spera di cambiare le cose, senza contare che costituisce uno dei doveri civici e dei diritti del cittadino.”

E, sempre chi vota 5 stelle, quando si parla di diritti si anima. Un elettore del Movimento sostiene che “tra i diritti del cittadino c'è ovviamente quello di avere un Governo di persone elette democraticamente dal popolo. Questo risponde a un bisogno di trasparenza.”

Infine , alla domanda “Sa come si vota?” molti non hanno saputo rispondere, anche se una buona fetta di intervistati si è scagliata contro la legge elettorale da poco approvata, dichiarandola “un sistema poco democratico e a vantaggio dei soli partiti.”

(Annalaura Matatia)