Imola. Una folla. La prima impressione che si ha entrando nella scuola media Valsalva di via Guicciardini 8 a Imola, nella tarda mattinata di domenica, è che si sia recata alle urne una quantità di persone mai vista prima. File lunghe davanti a tutte le aule sede di seggio elettorale, con difficoltà a inserirsi e districarsi negli stretti corridoi. Qualcuno addirittura rinuncia decidendo di tornare in orario più favorevole. Poi la situazione diventa chiara: sicuramente ci sono diversi elettori, ma il fatto è che le operazioni di voto vanno a rilento. C'è qualche intoppo nell'oliata macchina elettorale.

L'inghippo è rappresentato dalla misura anti frode, la novità delle Politiche 2018 introdotta dal Rosatellum bis: sulle schede elettorali c'è un tagliando con un codice adesivo alfanumerico che identifica la scheda stessa. Il codice deve essere annotato sulla lista sezionale in corrispondenza del nominativo del votante e si tratta di ben 10 cifre da scrivere due volte per ogni elettore. A votazione effettuata poi, gli scrutatori sono obbligati a strappare il tagliando antifrode e inserire le schede nelle urne: gialla per il Senato e rosa per la Camera dei deputati. E questo passaggio in più rappresenta il collo di bottiglia della procedura. Guai a tentare di introdurre autonomamente la scheda: si rischia l'annullamento del voto, poiché il codice rimasto attaccato può rendere riconoscibile la volontà di chi ha votato, come vietato dalla legge. E hanno un bel da fare i componenti del seggio a sorvegliare che tutto proceda correttamente.

Altra evidenza è che l'età media, alle Valsalva, è molto elevata tra gli elettori mattinieri. Pochissimi i giovani che spuntano tra quelli in attesa; sono vere mosche bianche in questa società gerontocratica quei ragazzi che, con meno di 25 anni, hanno diritto ad esprimere il loro voto solo per la Camera dei deputati.
Avendo osservato l'andamento di uno dei seggi e utilizzandolo come microcosmo (una sintesi ma anche una visione parziale della giornata elettorale), si segnalano le seguenti annotazioni: gli aventi diritto nel seggio “X” sono 775 di cui 353 uomini e ben 422 donne. I giovani sotto i 25 anni sono 53 e rappresentano il 6,84%. Alle 10 ha votato l'8% degli aventi diritto e alle 12 il 23%, cioè 179 cittadini con maggioranza maschile: 99 contro 80. In Italia alla stessa ora ha votato il 19,38%.

Come già riferito l'età osservata è elevata: c'è l'anziana ultranovantenne accompagnata dalla badante che l'aspetta per un tempo lunghissimo vicino alla cabina elettorale salvo poi doverla aspettare ancora perché non aveva piegato bene le schede – lenzuola e deve tornare dentro; ecco il signore con le stampelle che ha difficoltà a reggersi in piedi per compiere il suo dovere e c'è lo scrupolo della presidente di seggio che è indecisa se aiutarlo o meno a piegare le schede come si deve: un'operazione che sbagliano in diversi. C'è naturalmente chi tenta di infilare la scheda nell'urna autonomamente e viene subito ripreso. Ogni tanto arriva qualche mamma o babbo con figlio piccolo al seguito: questi piccolissimi sono gli unici ammessi nel segreto della cabina. Nel pomeriggio le file si diradano e verso sera cominciano ad affluire elettori più giovani: ben 4 sotto i 25 anni verso le 19,30. C'è la signora che ha lasciato a casa la tessera elettorale e deve andare a prenderla pena l'annullamento del voto appena apposto. Alle 19 ha votato il 61,8% pari a 479 elettori di cui 262 donne e 217 uomini. Il dato nazionale parla di 58,52%.

Un lavoro faticoso lo svolgono gli addetti al seggio, tra verbali da riempire e firmare (si contano quasi 100 firme da apporre per ognuno) elettori da accogliere, registrare e seguire nelle procedure di voto. Occorre calma e sangue freddo, anche se qualche volta ci scappa la distrazione, come la non corrispondenza tra registro sezionale e registro votanti e allora tocca fermarsi a ricontrollare tutto, cosa difficoltosa vista la continua affluenza.
E dalle 23 arriva la conta: voti validi ai candidati uninominali e/o alla lista ad essi collegata; voti validi soltanto per i candidati uninominali; voti validi per la unica/una lista collegata; schede bianche, nulle e contestate.

(Caterina Grazioli)