Sarebbero necessarie diverse enciclopedie per raccontare tutto. Ammettiamo che destinare svariate carriole di euro all'agroalimentare e trattare in questo modo gli agricoltori non sia un reato. Ammettiamo che chi “Comanda” sia talmente egoista e pensi solo al proprio conto in banca. Ammettiamo che sia incompetente, ammettiamo che sia anche un cretino e un ignorante.

Però, adesso basta. Ero nel campo a controllare il danno delle gelate di Burian, molti fiori sembrano salvi ma lo stimma, il tubicino che fa trasferire il polline nell'ovario è lesionato dal gelo con perdite di prodotto anche dove non appare a occhio nudo.
Ho il cellulare in mano e mentre stavo scattando una foto, la vibrazione mi segnala l'arrivo di un messaggio.
E' il Consorzio di difesa che mi avvisa l'inizio da oggi della possibilità di assicurare le produzioni e di fare presto perchè la copertura per danni da gelo presenta 10-12 giorni di scoperto. Significa che assicurando oggi le produzioni sono coperte dal 19-21 marzo.

Mi sono venute subito alla mente le parole dell'amico Vanes, compagno di classe allo Scarabelli, che mi aveva appena detto che la compagnia di assicurazione si è rifiutata di assicurarlo in quanto non era rimasto più nulla di buono sulle piante. Ridateci Totò o Stanlio e Ollio! Almeno lì sapevamo tutti che era uno scherzo.
Già nel 2017 la politica tutta ci ha lasciati soli. Soli. Il Parlamento ha votato il primo giugno la deroga allo stato di calamità naturale escludendo le grandinate!! Le coperture assicurative sono una inutile regalia di danaro pubblico e agricolo alle compagnie. Servono solo a loro. Tanto che solo il 6% delle aziende agricole non assicura per l'inefficienza e il costo. Qualche agricoltore sostiene siano un furto. Tutta l'agricoltura di collina è in difficoltà, miseri pagamenti, tempi non certi e patenti, patentini, corsi formativi e chi più ne ha, più ne metta.

Io non avrei comunque assicurato le mie produzioni, 16.000 euro di polizza per quota mia, pantalone ne metterebbe altri 30.000, non li ho. Sopravviverò ugualmente perché ho al fianco una famiglia stupenda. Il problema è proprio la sopravvivenza. Mi domando, è giusto questo? No, io penso non sia giusto.
Di fame in italia non muore nessuno ma strangolato dai debiti e dalle banche si. E allora mi viene alla mente la protesta degli agricoltori siciliani con metà delle aziende agricole a rischio pignoramento bancario. Lo so, sono pesante.

Esiste un telefono marrone o verde che ci dia ascolto? Guardate che questo momento difficile è strategico per tutto il paese. In Francia Emmanuel Macron ha preso la questione agricola con grande serietà. La prima legge che sta preparando riguarda il costo di produzione che deve concorrere alla formazione del prezzo finale. Normalissimo in tutti i settori, un atto di inciviltà e io penso anche illegittimo per i prodotti agricoli italiani.
Il secondo provvedimento riguarda il divieto delle promozioni e delle offerte sul cibo perché le pagano sempre i produttori. Il terzo è di oggi e riguarda il divieto di vendita dei terreni a società extra UE con particolare riferimento ai cinesi di Hong Yang che in Francia ne hanno già acquistato 2.500 ettari. Se ci acquistano le aziende agricole, con l'aria che tira operazione non impossibile, che garanzie avremo che il cibo prodotto rimanga in loco?

Questo è già un programma elettorale per l'agricoltura e per il Paese. Cosa dite, abbiamo già votato? Vabbè sarà buono per l'anno prossimo.

(Domenico Errani)