Lugo (Ra). Lugo é una città industriale ma di questa si parla poco, tutta l'attenzione sembra concentrarsi sul commercio e nicchie culturali. Ne parliamo con il presidente della Cna, Nicola D'Ettorre.

Come superare questa situazione?
“La manifattura è il pilastro alla base della crescita dell'Italia e del nostro territorio. È da lì che nasce la ricchezza, quella che ci permette di aumentare il nostro potere economico che poi alimenta il commercio locale e ci consente di acquistare un biglietto per andare al cinema oppure a teatro. Mantenere una forte e competitiva base manifatturiera è essenziale, ce lo dice la teoria economica e ce lo dicono i fatti. l'incertezza e la complessità dello scenario economico locale, nazionale e globale con cui ci confrontiamo richiede strategie nuove da parte delle imprese, ma anche nuove risposte da parte delle politiche pubbliche. Bisognerebbe avere la stessa concentrazione che Lugo ha per il commercio e soprattutto per la cultura di nicchia, anche per il settore manifatturiero. È urgente e di assoluta necessità che Lugo agisca velocemente perché i nostri concorrenti di confine fanno chiare politiche a sostegno delle imprese che con grande fatica hanno deciso di non abbandonare e non delocalizzazione le proprie attività.”

Quali i compiti dell'amministrazione comunale?
“Il Comune è definito dalla Costituzione come un ente locale che rappresenta la propria comunità, curandone gli interessi e promuovendone lo sviluppo. E questo compito si riesce a svolgere al meglio solo quando si ha un progetto ben definito sullo sviluppo del territorio che si amministra.
L'obbiettivo prioritario di ogni amministrazione deve essere quello di aiutare le città a sviluppare soluzioni concrete e tangibili, che siano nuove e sostenibili e che integrino temi urbani, economici, sociali, culturali e ambientali. Il nostro territorio ha una forte propensione alla manifattura e all'artigianato con l'ambizione di veder crescere i propri flussi turistici e se vogliamo migliorare bisogna che tutto ciò avanzi di pari passo. Personalmente non ho ancora capito quali sono e quali saranno le strategie future che hanno in testa i nostri amministratori. Sarebbe importantissimo conoscerle perché insieme si potrebbero trovare le risposte adeguate confrontando le esperienze, i bisogni effettivi e le “bonne pratique” per progettarle e realizzarle.”

Di che ha bisogno la città industriale?
“Rispondo allargando l'orizzonte da città a territorio aprendo una piccola parentesi sul rapporto: ” dimensioni di un territorio/possibilità di intercettare fondi regionali é perché no europei” indispensabili per creare infrastrutture tecnologiche e di logistiche che rendano più attrattivo il nostro polo industriale. Pur ottenendo pregevoli risultati il sistema Unione dei comuni della Bassa Romagna non ci permette pienamente di soddisfare queste ambizioni. Una possibile soluzione, forse l'unica, e iniziare un processo esplorativo che ci conduca al comune unico ma al momento noto che i primi cittadini, arroccati nel loro campanilismo e individualismo, non sono intenzionati ad accendere il motore della macchina per iniziare a percorrere questa via. Mi piacerebbe leggere nei prossimi programmi elettorali dei futuri candidati sindaci dell' Unione ( nel 2019 se non sbaglio ci saranno le prossime elezioni locali) questo punto strategico come un atto d'amore per un futuro ed un maggior sviluppo economico di questo territorio; altrimenti il nostro ruolo sarà sempre marginale e non saremo mai in grado di fare quel salto di qualità che in molti attendiamo da anni.”

Che ruolo può giocare la Cna?
“In questa situazione economica, politica e sociale in grande evoluzione l'azione di rappresentanza della CNA diventa ancora più delicata e importante. Occorre valorizzare il nostro ruolo di forza sociale, adottando una “visione” più ampia della società, dello sviluppo e dell'economia. E' evidente che i maggiori spazi di intervento si concretizzano a livello nazionale ma ciò non toglie che, anche a livello territoriale, sia possibile intraprendere azioni in grado di portare vantaggi diretti agli associati. L'importante è che le amministrazioni pubbliche comprendano che non basta fare sistema ma bisogna essere un sistema unito e maggiormente collaborativo per il bene del tessuto economico locale.
E questo è un compito sempre più difficile ma si tratta di “rimboccarsi le maniche”, di caricarsi sulle spalle il peso della rappresentanza, delle scelte assunte, di creare una squadra, di esporsi agli applausi come ai fischi. Se si hanno idee e proposte non dobbiamo essere visti come “extraterrestri”, ma come soggetti utili e concreti, con azioni da fare insieme a chi governa localmente. E….noi di proposte ne abbiamo!
Non serve temere il contatto con le persone, perché è come si temesse la società, cioè noi stessi e questo si è visto in modo eclatante nell'ultima tornata elettorale nazionale. La gente non aspetta, cambia, non ti concede più una seconda possibilità.”

Rimaniamo in casa Cna Quale é lo stato di salute dell'associazione e come pensa di agire nella vita cittadina……
“E' difficile spiegarlo in poche righe, ma la mission che mi sono dato quando ho accettato l'incarico di presidente della CNA di Lugo è che occorre dimostrare che le associazioni di categoria
sanno ancora fare molto bene questo “mestiere”, radunando le persone, andandole a cercare ed invitandole ad incontrarci non in maniera virtuale ma organizzando nuovi spazi di idee, work shop e corsi di formazione anche fuori dalle mura della Associazione stessa.
In generale lo stato di salute di CNA è buono perché vedo sempre un positivo senso di autocritica interna che ci permette di rispondere in modo costruttivo e risolutivo alle esigenze sempre maggiori dei nostri associati.
La sfida che le associazioni di rappresentanza hanno di fronte a sé è ampia e non si gioca sul fronte della sopravvivenza, ma su quello ben più ampio della creazione di un nuovo modello di democrazia sociale, capace di riattivare il tessuto civico e partecipativo stimolando e sollecitando in modo continuativo le amministrazioni pubbliche locali.
La società è diventa liquida come un immenso oceano sempre in movimento, per questo motivo c'è bisogno di nuovi strumenti per navigare e la CNA deve essere una delle navi per meglio veleggiare in questo nuovo mare che si è aperto di fronte a noi…”

(m.z.)