Si è da poco concluso il “congresso”nazionale della Cia. Ci siamo rivolti al presidente Dino Scanavino per una sintesi degli impegni più significativi dell'organizzazione.

Che Cia emerge da questa assemblea elettiva?
“In dotazione al nuovo mandato, Cia-Agricoltori Italiani porta un patrimonio di iniziative intraprese e traguardi raggiunti con un'agenda politica che, orientando gli obiettivi sui tre assets Impresa / Territorio / Mercato, ha dato vita nel 2014 a 'Il Territorio come destino'. Ciclo di approfondimenti tematici prima e documento poi, il cui valore risiedeva nel contributo apportato alla Carta di Milano di Expo. Al centro, l'intento epocale di rovesciare il tradizionale rapporto tra città e campagna, rilanciando il ruolo dei valori e delle identità che germogliano dall'agricoltura, oltre ai prodotti alimentari e ai servizi. Senza tale scatto di visione, non sarebbe stato possibile presentare ad Expo, sei mesi di proposte su temi come: biodiversità, cooperazione internazionale, affermazione di un'agricoltura multiruolo e proiettarsi verso l'idea di una rete mondiale, alternativa alla globalizzazione. Nell'assemblea del 2016, 'Agricoltura è tempo di cambiare', abbiamo poi messo mano alla semplificazione della rappresentanza e degli assetti istituzionali, ragionando in ottica di filiera e territorio, attraverso un percorso per una nuova logica di mercato, centrale poi nella Conferenza economica 2017 'Agricoltura crea valore: Europa/territorio/mercato'. La Cia, nella conferenza, si è impegnata nel sollecitare politiche sui migranti, contrastare i dazi, oltre che i conflitti. Per quanto riguarda il territorio, motore della filiera alimentare italiana, ha chiesto una maggiore attenzione per le aree interne e le zone terremotate anche in sede di revisione delle politiche Ue. Oggi siamo allineati e uniti nel riconoscere che occorra 'Innovare per un futuro sostenibile'. Sostenibilità concepita in agricoltura, in tre diverse versioni: ambientale, sociale ed economica. Lavoriamo su queste direttrici per tutelare e promuovere il territorio e gli imprenditori agricoli, senza i quali non è pensabile la produzione delle eccellenze del Made in Italy e la salvaguardia produttiva per la fornitura di commodities.”

Quali le principali proposte per il comparto agricolo?
“L'agricoltura è un settore driver della crescita con oltre 30 miliardi di valore aggiunto e un'incidenza del 9% sull'export Made in Italy, deve diventare, però, più efficiente e competitivo per rispondere a sfide globali come i cambiamenti climatici, la globalizzazione dei mercati, la scarsità di risorse naturali e la crescita della domanda alimentare mondiale. Partono da questa consapevolezza le nostre proposte, che sono state anche le richieste prima di tutto alla politica, lanciate nel corso della recente VII Assemblea elettiva Cia. Puntiamo su: innovazione digitale e di ricerca e su più risorse da destinarvi, sostegno all'aggregazione di filiera e di mercato, spinta sulla semplificazione, revisione della fiscalità agricola e difesa il budget della Pac. Sono urgenti, misure legate all'innovazione organizzativa per ottimizzare i processi e razionalizzare i costi; sostenendo percorsi di stabilità contrattuale tra la parte agricola e quella industriale; introducendo strumenti per agevolare accordi tra agricoltura, artigianato, commercio, logistica ed enti locali, creando “network dei valori” connessi al territorio. In tema di innovazione sociale, siamo per la promozione di percorsi di agricoltura sociale inclusiva e welfare in campagna, facilitando anche il rapporto agricoltore-consumatore tramite lo sviluppo di nuovi canali di vendita diretta, mercati di prossimità ed e-commerce dedicato. Improrogabile la modernizzazione amministrativa, con l'attuazione di un Codice Unico dell'Agricoltura per costruire effettivi percorsi di de-legiferazione e semplificazione burocratica. Va poi semplificato il sistema dei pagamenti con una radicale e urgente riforma dell'intero sistema Agea e del sistema assicurativo con modelli di gestione più innovativa, polizze libere e flessibili che partano dal singolo rischio fino a quello aziendale, adeguate ai bisogni delle diverse aziende e delle realtà territoriali. Chiediamo snellimento delle pratiche di assunzione e strumenti meno ingessati, più adeguati alla stagionalità e alle caratteristiche del comparto. Occorre un sistema virtuoso che riveda la fiscalità agricola e sia in grado di premiare, assicurando agevolazioni tributarie, le imprese che creano realmente valore. Abbiamo due capitoli aperti a Bruxelles: i negoziati di libero scambio e la Pac post 2020. La Cia è favorevole agli accordi commerciali per aumentare l'accesso ai mercati con la riduzione delle barriere doganali. Le trattative bilaterali devono sempre garantire il principio di reciprocità, la tutela dei prodotti sensibili e la clausola di salvaguardia. Quanto alla nuova Pac, il primo grande obiettivo è quello di mantenere il budget complessivo dedicato al settore agricolo, nonostante i timori per la Brexit.”

Quali le novità nel modello organizzativo.
“La VII Assemblea Cia tenutasi lo scorso febbraio, è stata prima di tutto elettiva. Dopo il rinnovo delle cariche sul tutto il territorio -dove a livello regionale e provinciale, abbiamo visto riconfermati molti presidenti e direzioni, ma anche l'ingresso di nuove figure ai vertici Cia- anche a livello nazionale abbiamo provveduto, a termine del mandato 2014-2017, al suo rinnovo. L'organizzazione scaturita dall'Assemblea guarda ad un modello che vogliamo sicuramente più snello. Alla mia rielezione si affianca, la figura di un solo vicepresidente, ruolo che i 438 delegati, in rappresentanza dei quasi 900 mila iscritti dell'organizzazione in tutta Italia, ha affidato a Mauro Di Zio. Inoltre, Cia vuole continuare a dedicare massima attenzione ai giovani, a partire dall'Associazione Giovani Imprenditori Agricoli (Agia), con la chiara consapevolezza che rappresentano il futuro del settore e anche di Cia. Basti pensare che nel 2017 (dati AgrOsserva di Ismea) le imprese agricole condotte da giovani con meno di 35 anni, sono aumentate del 5,6% (1.856 unità).”

(m.z.)