Reggio Emilia è una città che cambia, una città che sa stare al passo coi tempi e che è in grado di cambiare pelle, qualora fosse necessario. È in questo senso che vanno concepite le nuove iniziative raccolte sotto il titolo de “La città resiliente”, un vasto programma di iniziative ed esperienze con le quali si intende reagire ai cambiamenti sociali, economici e ambientali della città, con l'obiettivo di mettere a disposizione dei cittadini e dei futuri reggiani d'adozione, che ancora cercano casa in vendita o in affitto a Reggio Emilia, “un sistema integrato di azioni e strategie per promuovere una reale economia della resilienza, in cui il sistema urbano non si limiti ad adeguarsi ai cambiamenti, ma sia in grado di dare risposte che permettano di affrontare al meglio i cambiamenti in corso”, come si legge sul sito del Comune emiliano.

La città resiliente
Il nuovo progetto promosso dall'Amministrazione comunale in collaborazione con associazioni, sigle sindacali e centri sociali cittadini, prende piede dalle esperienze di agricoltura urbana e sostenibilità già in corso come quella degli “Orti sociali”. Si parla quindi di una serie di iniziative che puntano a unire e far convivere protagonismo civico, coesione sociale, cura dei luoghi, dei territori e dei legami tra i cittadini e gli spazi urbani e periurbani, con un occhio attento ai problemi di rigenerazione urbana e ambientale. Questi progetti, inoltre, rientrano nel progetto LIFE “UrbanProof”, sull'adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare riferimento all'analisi del clima locale ed alle prime considerazioni sulla vulnerabilità del territorio.

L'assessora alla Cura dei Quartieri e alla Partecipazione, Valeria Montanari, ha così commentato il programma “La città resiliente”: “Il calendario di iniziative che presentiamo, rappresenta il risultato di una serie di progettualità e proposte eterogenee, accomunate dalla volontà di fare sperimentazione sul tea della resilienza. Associando ambiti spesso molto diversi, come l'agricoltura urbana e l'innovazione tecnologica, questi progetti, insieme all'esperienza degli “Orti Urbani”, parlano anche di una città che lavora con entusiasmo e passione, nel tentativo di dare una visione diversa e alternativa, rispetto a quella che viviamo nella quotidianità, per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici, sociali ed economici”.

Le iniziative che stanno per partire
Tra i numerosi progetti ai blocchi di partenza citiamo quelli più significativi, quelli che promettono di essere più importanti e caratterizzanti per la città, il territorio e la popolazione di Reggio Emilia:

“L'Ora della Terra” sarà una campagna di sensibilizzazione (promossa a livello globale dal WWF) sui temi dell'orticoltura e della sostenibilità ambientale, con l'obiettivo di coinvolgere cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida degli effetti negativi del cambiamento climatico. Tra le associazioni coinvolte in quest'ambito, in progetti e iniziative, particolarmente attive saranno “You farmers: il tuo orto biodinamico”, la prima piattaforma di co-farming italiana per connettere le aziende agricole d'eccellenza certificate biologiche e bio-dinamiche e i consumatori, e “OUI – Orti urbani intelligenti”, per una gestione efficiente degli orti;

“Il frutteto del parco Acque Chiare”, progetto urbano di agricoltura, composto da un frutteto di frutti antichi autoctoni, che venivano coltivati in passato nel territorio di Reggio, tra i più resistenti alle malattie e che richiedono meno interventi manutentivi, e di riforestazione della parte Ovest del parco, attualmente priva di alberature, attraverso la posa di un bosco sperimentale, finalizzato a studiare l'effetto delle piantumazioni sul microclima e sul contrasto alle isole di calore. Il nuovo parco sarà inaugurato a maggio e ha l'obiettivo di studiare e definire i criteri progettuali puntuali negli interventi di nuova piantumazione, affinché questi possano contribuire in modo efficace a mitigare le isole di calore urbane ed essere considerate azioni di adattamento ai cambiamenti climatici;

• “Food forest e food garden” organizzerà una serie di corsi, seminari e progetti nei parchi e nelle scuole che coinvolgeranno cittadini, associazioni ed enti di formazione sulla coltivazione di frutta e verdura che necessitano di bassa manutenzione e collocate in aree boschive e giardini. La food forest si pone come una foresta commestibile che, tramite interventi mirati e in sinergia con il sistema naturale, senza sfruttamento o devastazioni, può diventare una preziosa alleata alla vita, con i suoi frutti e con i suoi svariati prodotti.

Le esperienze di resilienza già attive

A causa e grazie all'aumento della richiesta sociale di agricoltura e periagricoltura, da sviluppare nel territorio urbano, molte sono le esperienze di questo tipo già attive e ben avviate a Reggio Emilia, tra queste ricordiamo:
Gli “Orti Urbani”: sono 5 le aree pubbliche che, a oggi, sono messe a disposizione dei cittadini per la coltivazione di particelle individuali condotte a orto, per un totale di 400 lotti;
Il “Parco Commestibile”: progetto di agricoltura multifunzionale per l'utilizzo di parchi e aree agricole periurbane per la produzione di frutta e ortaggi a chilometro zero e ad alta sostenibilità ambientale;
Il “Tetto Verde” alla biblioteca di San Pellegrino Marco Gerra: il primo tetto verde pubblico di Reggio Emilia nato per contrastare l'inquinamento urbano, abbassare i livelli fonoassorbenti e contribuire alla coibentazione climatica;
L'“Ortoparco Santa Maria”: orto condiviso, che si pone come prima esperienza di permacultura in uno spazio verde cittadino;
La “Fattoria di animazione ambientale” del Mauriziano: nata nel 2013, oggi coordina le attività di scuole ed altre associazioni per lo sviluppo di aree ad orto con valenza formativa e didattica;
Il “Giardino delle erbe officinali di Gabrina” e l'“Orto sinergico Brancaleone”: promossi dal 2011 e nati grazie ad un contributo comunale per lo sviluppo di tecniche biodinamiche e sinergiche di coltivazione ed aperto ad attività educative e di integrazione con scuole e ragazzi diversamente abili;
Il “Pomario della Reggia di Rivalta”: un orto e un frutteto all'interno della quale vengono svolte diverse attività didattiche con le scuole della zona;
Gli “Orti scolastici e di case protette”: diverse scuole dell'infanzia, scuole primarie e case protette hanno sviluppato attività di orticoltura, luoghi deputati a progetti didattici e formativi.