Imola. Dopo il Movimento 5 stelle che ha scelto Manuela Sangiorgi come candidata a sindaco, arriva un concorrente abbastanza agguerrito nella gara a tre per il probabile ballottaggio delle elezioni amministrative. Il candidato a sindaco del centrodestra sarà Giuseppe Palazzolo, dunque un civico al di fuori dei due partiti principali, Lega e Forza Italia, pur se più gradito ai primi e accettato nelle ultime ore dai secondi quando è arrivato il via libera del neodeputato Galeazzo Bignami che a Imola è molto potente. Il nome di Palazzolo era nell'aria da parecchio tempo, la cena del 26 marzo da “Andy e Flò” con circa 150 persone paganti è stata la consacrazione. Il discorso unitario di Palazzolo, che sarà affiancata oltre che dal Carroccio e dagli azzurri almeno da due o tre liste civiche e forse da Fratelli d'Italia è stato molto applaudito e ha convinto pure coloro che nel centrodestra erano ancora piuttosto dubbiosi.

Nel centrodestra all'imolese, oltre alle liste sostenute da Franco Benedetti, ci sarà quasi certamente pure “Focus 2018” promossa dagli avvocati Michele Taroni, Giuseppe Farina e Marco Stevanin. Insomma, come su scala nazionale, il centrodestra cerca di mettere insieme più simboli nella medesima coalizione per raccogliere più voti possibili. Chissà se tale tattica pagherà a livello locale dove però conta soprattutto la caratura del candidato sindaco e come viene percepito.

Palazzolo, siciliano di origine, ha una lunga esperienza politica. Cominciò nel Psdi nella prima Repubblica, poi fu eletto nel 1999 in consiglio comunale a piazza Matteotti con i Democratici nel centrosinistra a sostegno del sindaco Massimo Marchiognoli con il quale, dopo poco più di un anno di convivenza, i rapporti diventarono burrascosi tanto che Palazzolo uscì dalla maggioranza perché Marchignoli cacciò un assessore dell'Asinello, Stefano Baldassarri. In due tornate elettorali successive, Palazzolo si presentò candidato sindaco della lista civica “Per Imola” risultando il solo eletto in consiglio comunale, sempre nelle file dell'opposizione. Nel 2013 l'operazione non gli riuscì dopo aver tentennato troppo a lungo su una possibile alleanza con Riccardo Mondini, ex Msi e An, poi naufragata. Dunque è un candidato che sicuramente conosce bene il gioco della politica e dell'amministrazione, al tempo stesso non è certamente un volto nuovo. Si vedrà come i cittadini peseranno queste due caratteristiche. Intanto, prima di Pasqua dovrebbe esserci la conferenza stampa ufficiale di presentazione dove saranno chiariti meglio i termini dell'alleanza e chi ne farà parte esattamente.

(Massimo Mongardi)