Faenza. Balzato all'attenzione a causa di un problema organizzativo concernente il trasporto dei pazienti da casa all'ospedale e viceversa, il “caso” degli emodializzati (coloro che devono accedere più volte alla settimana ai punti di dialisi) è diventato un vero e proprio oggetto di discussione.
In particolare, se ne è parlato nei giorni scorsi con le autorità comunali competenti (in questo caso l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Faenza, Claudia Gatta) e il direttore di Auser Sauro Bacchi per fare il punto della situazione.

Le associazioni del Comune di Faenza coinvolte nel trasporto di questo tipo di pazienti sono: Croce Rossa, Cosmohelp, Pubblica Assistenza, che si rivolgono a persone con necessità di tipo sanitario, a cui si aggiunge Auser che però effettua un servizio di trasporto sociale (e quindi non sanitario) rivolto solamente ai propri soci.

Occorre ricordare, infatti, che per facilitare famiglie e pazienti dializzati, in passato l'Amministrazione comunale (pur non avendone l'obbligo) garantiva il servizio totalmente a proprio carico, Cessato due anni fa, il servizio è continuato con la disponibilità dell'Auser che ha supportato i pazienti privi di una rete famigliare o comunque non in grado di fare fronte agli aspetti organizzativi del trasporto.
Fin da oggi le associazioni coinvolte si sono rese disponibili a fornire informazioni sugli aspetti della propria organizzazione e funzionamento che riguardano il servizio di trasporto ed accompagnamento fornito da ciascuna di esse.

I Servizi sociali sono invece a disposizione per fornire i riferimenti delle associazioni a cui i pazienti possono rivolgersi e per sostenere chi avesse eventuali problematiche di carattere socio economico, provato da colloqui con assistenti sociali e gli usuali percorsi rivolti a tutti i cittadini, in base alla condizione economica e all'Isee.
Ultimo, ma non per importanza, gli utenti emodializzati possono usufruire di un rimborso su base chilometrica da parte dell'Ausl.

(Annalaura Matatia)