Imola. Prosegue l'attività della struttura che a regime vedrà un team di almeno 30 persone impegnate nella ricerca pura di tecnologie abilitanti e nuovi sistemi di gestione e controllo di processo. Intanto, dopo l'esperienza di successo in Italia, al via analogo progetto presso la spagnola Sacmi Iberica

Sviluppo di conoscenze e competenze innovative e di tecnologie abilitanti in ottica 4.0. Questa la mission di Sacmi Innovation Lab, la struttura creata nel 2017 e già selezionata dalla Regione Emilia-Romagna tra i progetti ammessi alla prima fase del bando per l'attrazione degli investimenti in settori avanzati dell'industria regionale.

Cosa sono le tecnologie abilitanti? “Quegli ingredienti che, se appositamente miscelati e configurati, creano vantaggio competitivo per il cliente”, spiega Gildo Bosi, responsabile R&D Automation di Sacmi. Qualche esempio concreto, dopo i progetti di successo realizzati nel 2017 per il mercato italiano, arriva dalla Spagna, dove la positiva esperienza dell'Innovation Lab vuole essere replicata quale punto di riferimento per il mercato locale.

“Il primo progetto che stiamo seguendo riguarda lo sviluppo di sistemi innovativi per il controllo di processo – spiega Gildo Bosi – con cui si intende migliorare il controllo qualità dei prodotti misurando tutti i parametri durante il ciclo di lavorazione”. Dalla preparazione impasti alla cottura, sono diverse infatti le fasi del processo ceramico, ognuna delle quali contribuisce alla qualità ottimale (o alla potenziale difettologia) del prodotto finito. “Sulla base dei parametri rilevati e dello storico delle difettologie – spiega il responsabile R&D Automation di Sacmi – si possono creare modelli per correlare i difetti alle cause a monte, uno strumento prezioso per l'operatore che può, in questo modo, migliorare le proprie conoscenze sul processo ceramico”.

Cosa è successo e perché: sono queste le due domande, apparentemente semplici, a cui i modelli debbono rispondere. Un obiettivo che si basa sui cosiddetti “data analytics” ossia algoritmi basati su correlazioni statistiche. “Questo è un primo passo – osserva Gildo Bosi – per trasformare una ceramica tradizionale in una ceramica smart, ossia in un impianto più evoluto. Naturalmente il passo ulteriore consiste nell'anticipare le cause che generano i difetti, implementando modelli di diagnostica predittiva”. Fino ad arrivare a scenari in cui non è più l'operatore ad individuare e correggere le inefficienze di processo, ma è l'impianto stesso che, attraverso i modelli, si “auto-corregge”.

Tra i compiti di Sacmi Innovation Lab, a questo proposito, non c'è solo l'individuazione di tecnologie abilitanti ma anche e soprattutto la formazione delle figure professionali necessarie a gestire questo tipo di progetti ed a tradurli in una strategia vincente per il tessuto produttivo. “Si tratta di competenze del tutto multidisciplinari, si va dall'ingegneria informatica e meccanica a fisica, chimica, matematica (data scientist), automazione, fino all'esperto di gestione impianto”.

Proprio sul “gestionale” si inserisce il secondo importante progetto che Sacmi Innovation Lab promuove in Sacmi Iberica, che riguarda l'efficientamento delle linee macchine. “Quando parliamo di 4.0 – spiega Gildo Bosi – il focus non è solo tecnologico. Uno dei sistemi per trasformare una tradizionale fabbrica ceramica in una smart factory è quello di innovare la progettazione di flussi e impianti secondo le nuove logiche di mercato, per ottenere maggiore efficienza ed economicità”. Rivedere la gestione delle scorte e dei flussi, riorganizzare il sistema di gestione degli ordini per rispondere alla frammentazione degli stessi (che va di pari passo con la crescente personalizzazione prodotto, l'accorciamento del ciclo di vita, la riduzione dei volumi) è l'obiettivo di questo insieme di azioni. “Le due logiche insieme – osserva il responsabile R&D Automation di Sacmi – ossia l'implementazione di nuove tecnologie abilitanti e l'innovazione gestionale, creano il 4.0 del futuro”.

Diversi gli impianti pilota realizzati sul mercato italiano, presso primari clienti del Gruppo, che seguono queste nuove logiche. E l'innovazione smart – precisa Gildo Bosi – ha tanto più successo quando alle giovani competenze, spesso molto abili nell'utilizzo delle nuove tecnologie, si affianca l'esperienza dei ceramisti più anziani: “Le nuove tecnologie sono uno strumento che consente all'uomo di lavorare meglio, di evitare mansioni ripetitive e di dedicare più tempo ad attività a maggior valore aggiunto. Ma è sempre la tecnologia al servizio dell'uomo, non viceversa. Per questo è estremamente importante che la transizione digitale avvenga valorizzando l'esperienza sul processo ceramico di chi lavora in azienda da più tempo”.